Zona rossa e chiusure, c’è chi dice no. “Ioapro” alza la voce anche a Civitavecchia

Da lunedì sono scattate nuovamente le chiusure con il ripristino della zona rossa sul tutto il territorio. Eppure c'è qualcuno che non ci sta e punta sulla "disobbedienza civile"

Sono soltanto in quatto, ma il messaggio è comunque forte. Da lunedì sono scattate nuovamente le chiusure con il ripristino della zona rossa sul tutto il territorio. Eppure c’è qualcuno che non ci sta e punta sulla “disobbedienza civile”. #Ioapro torna d’attualità anche a Civitavecchia. “Non credo più a quello che dicono alla televisione – dichiara Riccardo, proprietario del Kobe Steakhouse – la credibilità delle istituzioni è ai minimi termini. Vogliamo dare anche un segnale agli altri commercianti, sperando che il numero di locali che rimarranno aperti possa crescere nei prossimi giorni. Pensare di continuare così, aprendo un mese e poi riabbassando le serrande per altre settimane non ha senso. Da dicembre ad oggi ho incassato una somma, bene, l’affitto mi costa praticamente il doppio. Le sanzioni? Non ci penso”. Orazio Scuro invece ha un locale di oreficeria in via Cesare Battisti. “Troppe incongruenze nelle leggi introdotte ultimamente nel tentativo di limitare la crescita dei contagi». L’orafo è anche Principe (attuale capo della Casa Scuro), delegato al commercio per AssoTutela nella regione Lazio: “C’è oramai la necessità di cambiare registro dopo un anno vissuto in un certo modo, bisogna imparare a convivere con il virus, come lo si fa con tante altre malattie”. Sirio invece ha un bel locale in zona Ghetto, dove puoi sia sorseggiare un drink che comprare un vestito da donna. “Speriamo che il numero dei colleghi che alzano la mano per dire basta possa aumentare, bisogna mandare un messaggio molto chiaro. Così non si può andare avanti. Anche il passaggio da zona gialla direttamente al rosso non mi ha convinto per nulla”.