Vittorio Petrelli, storia di un trasformista. La “stampella” a Tedesco non è una sorpresa

Oggi si è registrata una polemica rovente con alcuni colleghi di minoranza, fra i più accaniti quello del Pd Patrizio Scilipoti, che hanno criticato lo stesso Petrelli per l'ennesima astensione

Oramai è un fatto consolidato, ogni qualvolta si vota un provvedimento di un certo rilievo, il consigliere comunale di opposizione Vittorio Petrelli si astiene facendo sponda, di fatto, alla maggioranza di centrodestra. E’ accaduto anche oggi durante la votazione sull’approvazione della convenzione per la gestione del Teatro Traiano con ATCL. Ma è accaduto anche per il bilancio di previsione, provvedimento chiave per un’amministrazione comunale in carica. Oggi però si è registrata una polemica rovente con alcuni colleghi di minoranza, fra i più accaniti quello del Pd Patrizio Scilipoti, che hanno criticato lo stesso Petrelli per l’ennesima astensione. Il quale però, almeno per quanto ci riguarda, non ha cambiato pelle rispetto alla sua storia politica. In passato veniva annoverato fra gli ambientalisti della città, un autentico ossimoro pensando al voto favorevole al carbone a TVN datato 25 marzo 2003. Ma senza andare a scartabellare vecchi articoli di giornali e storie oramai antiche e in bianco e nero, basta recuperare le vicende dell’ultima campagna elettorale.

L’accordo fra Grasso e Petrelli, poi sfumato

Quando parte come candidato sindaco indipendente, storicamente e politicamente più rivolto a sinistra (fece parte di una Giunta Tidei alla fine degli anni ’90), a poche settimane dal voto si allea con Massimiliano Grasso, sostenuto da Fratelli d’Italia, salvo poi essere mollato dallo stesso giornalista una volta che il centrodestra trova il “coniglio dal cilindro”, l’avvocato Ernesto Tedesco. Risultato? Grasso rientra all’ovile del centrodestra, di nuovo unito, e Petrelli torna a “ballare da solo”. Ma la giravolta non è completa perché al ballottaggio si concretizza l’apparentamento con il centrosinistra e il candidato sindaco Carlo Tarantino. Insomma, un tourbillon di salti che lui giustifica con il forte interesse a risolvere la problematica degli usi civici.

Tarantino e Petrelli insieme davanti al Comune

Sarà, ma non si capisce perché non si possa trovare una soluzione all’annoso problema che attanaglia tanti cittadini (di cui sicuramente lui incarna una parte della politica più interessata al problema), evitando di astenersi dai voti in consiglio una seduta si e l’altra pure. A meno che Petrelli non abbia alcuna contezza dei provvedimenti che si vanno via, via ad approvare e quindi non intenda esporsi. Da questo punto di vista però non sarebbe il massimo per un consigliere comunale che rappresenta centinaia di elettori. Ad ogni modo i dribbling funambolici del civico sorprendono, ma, visto il curriculum politico, soltanto fino ad un certo punto.