Vertenze Tvn, la commissione Lavoro passa la palla al sindaco

Concluse le audizioni delle parti sociali, la commissione consiliare ha indirizzato un'informativa al primo cittadino

La palla ora torna di nuovo al sindaco Tedesco. La commissione consiliare Lavoro, presieduta dalla consigliera Fabiana Attig (La Svolta), ha infatti concluso gli approfondimenti sui temi connessi alle drammatiche vertenze occupazionali di Torre Valdaliga Nord, arrivate sui tavoli di Palazzo del Pincio a seguito del presidio dei lavoratori svoltosi a dicembre, proprio nel piazzale del comune. Due sedute già svolte, nel corso delle quali i componenti della commissione hanno ascoltato le organizzazioni sindacali confederali e di categoria. Al termine dell’ultima seduta di gennaio si era detto che la commissione si sarebbe presa del tempo per approfondire quanto emerso dagli incontri con i sindacati. Gli approfondimenti sono terminati con una nota datata 27 gennaio e indirizzata al primo cittadino, nella quale in sostanza la commissione si rende disponibile alla convocazione di un tavolo istituzionale. Tutto qui. Forse era lecito attendersi qualcosa di più incisivo, ma certo sempre meglio di niente. Non si tratta di una formale richiesta, quindi, come si aspettavano le parti sociali, ma di un’informativa, che si colloca sulla scia degli ordini del giorno votati dal consiglio comunale che, almeno sulla carta, avevano sancito da un lato la contrarietà al gas nel sito di Tvn e, dall’altro, l’individuazione del territorio di Civitavecchia come area di crisi complessa. La nota si apre comunque con un passaggio sulla sicurezza, sottolineando che “la prima esigenza è quella di rendere più stringenti i controlli presso l’attuale impianto a carbone che, a detta dei sindacati, presenta sempre più e sempre più serie criticità”. La lettera prosegue poi evidenziando la “priorità legata all’attivazione di un tavolo istituzionale, che dovrà occuparsi di arginare l’emorragia occupazionale che sta interessando sia i lavoratori Enel sia l’indotto metalmeccanico, attraverso nuove progettualità, che dovranno coinvolgere anche Invitalia”. Come detto la strada, sempre sulla carta, dovrebbe essere quella dell’ordine del giorno del 24 ottobre 2019, come ricordano i membri della commissione, vale a dire “un’alternativa di sviluppo non vincolata alla produzione di energia da fonti fossili e che passi necessariamente attraverso la stesura di un accordo di programma”, step necessario per arrivare all’istituzione dell’Area di crisi complessa. Cosa si dovrebbe poi prevedere dentro quest’area? Primo: inserimento di Civitavecchia in un network per la portualità sostenibile, sul modello di Porto Marghera e Valencia, centrato eventualmente sull’approvvigionamento dell’idrogeno. Secondo: “impianti fotovoltaici nelle aree portuali e retroportuali, impianti minieolici complementari alle esistenti tecnologie locali anche con eventuali installazioni offshore, per alimentare in prospettiva l’intero porto, compresa l’elettrificazione delle banchine con l’idea di accumulare porzioni di energia in batterie e produrre idrogeno da elettrolisi”. A questo si aggiunge l’opportunità di coinvolgere enti di ricerca e università. La lettera della commissione si conclude con la già richiamata manifestazione di disponibilità “per la migliore definizione del tavolo istituzionale”, sul quale adesso il sindaco Tedesco dovrà comunque necessariamente prendere posizione.