Il presidio dei metalmeccanici

I metalmeccanici sono tutti assiepati sotto Palazzo del Pincio. Un po’ si parla un po’ si aspetta. Si aspetta ormai quasi da un anno, che la politica istituzionale dica parole concrete, prenda iniziativa. Gli operai in cassa integrazione e quelli che temono di andarci si ritrovano di nuovo all’ennesima assemblea. Il nodo è sempre lo stesso, l’emergenza occupazionale nell’indotto della centrale di Tvn e il futuro ancora più incerto alla luce del progetto per la realizzazione di una centrale a turbogas accanto a quella a carbone che, come noto, dovrà smettere di produrre a partire dal 2025. A piazzale Guglielmotti con i lavoratori ci sono la Fiom Cgil, la Uilm Uil e la Usb. Ci sono, ancora una volta, i rappresentanti della locale sezione di Potere al Popolo, che al fianco dei lavoratori ci stanno sin dai presìdi di questa estate. Ci sono Rifondazione Comunista e il Comitato Sole. Si fermano al presidio anche i consiglieri Enzo D’Antò (Cinque Stelle) e Patrizio Scilipoti (Onda Rossa). Qualcun altro passa di lungo. C’è consiglio quasi in contemporanea all’aula Pucci. Un consiglio atteso, sugli usi civici. Poco dopo le 17 passa anche il sindaco Tedesco. Si ferma. Ascolta. “Sapete che da parte mia c’è la totale disponibilità a incontrarvi”, dice al segretario territoriale della Fiom, Giuseppe Casafina. I sindacati infatti vogliono la convocazione di un tavolo non solo sulla vertenza, ma anche e soprattutto per la costruzione del futuro dopo il carbone e che coinvolga anche le altre categorie che a oggi sono in crisi, portuali ed elettrici in primis.

Un tavolo che vorrebbero fosse trainato dal Comune, per arrivare pronti quando la vertenza sarà trattata al Mise, quasi certamente a gennaio. Le dinamiche però in questa città sembrano essersi capovolte. Il sindacato promuove il tavolo e il sindaco evidentemente non può che dirsi favorevole. Del resto questa è un’amministrazione che sembra abbia quanto mai bisogno di pungoli. Qualcuno che indichi la rotta, perché una rotta, una visione, su questa situazione non sembra avercela. Di buono comunque c’è una data. Dopo tanto attendere dei lavoratori è anche una data vicina. “Per me possiamo vederci anche il 26 dicembre”, dice il primo cittadino. I lavoratori lo prendono in parola, va bene. Poi si ripiega sul 27. Appuntamento alle 10 a Palazzo del Pincio. Il primo cittadino annota sull’agenda. L’incontro sarà finalizzato alla definizione di un cronoprogramma: cosa fare e chi coinvolgere. Ovviamente Enel. Non guasterebbe la presenza dell’Autorità di Sistema, anche perché i sindacati lo ripetono da mesi, per loro l’unica soluzione è iniziare a gettare le basi per la realizzazione di un cantiere navale.