Verso le comunali: Poletti boccia ancora la destra di governo, coalizione sempre in alto mare

Lunedì intanto Massimiliano Grasso darà vita ad un convegno in aula Pucci, la presentazione di una sua candidatura, la terza di fila

Poletti, Tedesco e Grasso

Se a sinistra le dinamiche sembrano finalmente schiarirsi, con una coalizione che va formandosi tra Pd, Italia Viva e Alleanza Verdi Sinistra, una sorta di “modello Todde” ma senza la Todde, ovvero senza il Movimento 5 stelle che andrà con Unione Popolare, nel centrodestra regna sempre una grande incertezza. L’ultima indicazione l’ha data il generale Poalo Poletti, unico aspirante di quell’area già in campo in via ufficiale, forte dell’appoggio di Forza Italia. Il civico di recente ha ribadito alcuni concetti, che categorizzano la sua iniziativa e il suo perimetro. Per Poletti la politica “in questi 5 anni ha dato uno spettacolo indecoroso di improvvisazione, clientelismo, rimpasti e cambi di casacca. E un sindaco (Tedesco, ndc)  spesso impegnato più a “puntellare” il proprio ufficio che a risolvere i problemi della città”.

Insomma, non l’ha toccata affatto piano. Bocciando senza appello, come del resto aveva già fatto nella sua prima uscita, l’amministrazione comunale uscente. Che però è composta da gran parte della destra cittadina. Il che potrebbe significare che il generale più che pensare ad un accordo con i vari esponenti di quell’area, definiti alla stregua di “saltafossi” della politica (anche se pure nel suo schieramento qualche trasformista ever green lo si annovera con una certa evidenza) vorrebbe drenare l’elettorato. Quello che è certo è che la coalizione è ancora in alto mare. Lunedì Massimiliano Grasso darà vita ad un convegno in aula Pucci, l’ennesima presentazione di una sua candidatura, la terza di fila. Ma sembra più una prova di forza che altro. Non ci sono al momento dei candidati che mettano tutti d’accordo, nemmeno all’interno del partito stesso, quello più forte, ovvero Fratelli d’Italia. Mentre la frenata sarda forse potrebbe rimescolare le carte nelle strategie di scelta dei vertici romani, anche in chiave elezioni comunali.