Una marcia della disperazione, a tratti imbarazzante, a momenti umiliante per chi domani dovrà scendere in campo per chiedere i voti ai civitavecchiesi. La destra cittadina, targata Fratelli d’Italia e Lega, con Forza Italia che sta sostenendo da mesi il generale Paolo Poletti, sta recitando una tragicommedia degna delle grandi opere shakespeariane. L’ultimo colpo di scena è firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Silvestroni, che ora punta sull'”autocandidatura” di Massimiliano Grasso, “come rappresentante di tutto il centrodestra”.

A quanto risulta però il nome di Grasso non è gradito nemmeno ad una parte dei meloniani locali, con la consigliera regionale Emanuela Mari e il coordinatore del circolo Paolo Iarlori che stanno facendo di tutto per opporsi alla nomination dell’editore/addetto stampa dell’Autorità di sistema portuale. Cercando magari quel “mister X” in grado di accettare la candidatura a sindaco. E l’attuale sindaco Ernesto Tedesco? Che fine farà? Logorato fino all’inverosimile, tenuto letteralmente a “bagnomaria” per mesi, ora dovrebbe tirarsi indietro per il suo ex vice sindaco, che lui stesso aveva giubilato dopo un annetto di amministrazione e al termine di una consigliatura dove a forza di rimpasti è venuto fuori un ciambellone indigeribile, viste le relazioni in corso.

Tra l’altro, se l’avvocato penalista ha fatto così schifo in questi cinque anni, tanto da non meritarsi la ricandidatura in nome della più classica delle regole non scritte della politica comunale, ci si domanda come mai la maggioranza non abbia deciso di sfiduciarlo e, anzi, abbia continuato a sostenerlo fino all’ultima curva, anche di fronte a delibere di una certa pesantezza. Lunedì per esempio approderà in consiglio comunale quella sull’uscita dalla Città Metropolitana. Robetta? Mica tanto.

Che farà la maggioranza? Diserterà l’appuntamento? E Tedesco? Deciderà di dimettersi sbattendo la porta? A proposito, di fronte a questo scenario sarebbe interessante sapere cosa ne pensa Matteo Salvini che, nemmeno un mesetto fa, aveva “confermato” il sindaco leghista senza se e senza ma. In politica però tutto cambia dalla sera alla mattina. Per conferma chiedere al povero Enrico Zappacosta, il quale, dopo il voltafaccia del partito datato cinque anni fa, sta ancora staccando le insegne da candidato sindaco dalla sede elettorale di Piazzale degli Eroi.