Venerdì il tavolo al Mise sulla dismissione della centrale di TVN

"Si tratta di un appuntamento molto importante, da cui dovranno emergere indicazioni circa il declino produttivo che da tempo sta interessando TN e la più ampia crisi che si prospetta con la prevista fine dell’uso del carbone al 2025", scrive l'Usb Civitavecchia

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E’ stato convocato per il 21/2, ore 11, l’incontro al MISE sulla cessazione dell’uso del carbone dedicato allo specifico caso della centrale di Civitavecchia. All’incontro sono stati invitati una lunga serie di soggetti istituzionali, organizzazioni sindacali e datoriali, associazioni ambientaliste. “Si tratta di un appuntamento molto importante, da cui dovranno emergere indicazioni circa il declino produttivo che da tempo sta interessando TN e la più ampia crisi che si prospetta con la prevista fine dell’uso del carbone al 2025: una crisi destinata a produrre una perdita di centinaia di posti di lavoro nelle diverse categorie interessate (metalmeccanici, elettrici, servizi, portuali, ecc) che sarebbe solo rimandata qualora Enel dovesse realizzare il nuovo impianto a gas, peraltro capace di garantire a regime solo poche decine di occupati. In questo preoccupante scenario, nell’incontro del 21/02 USB ribadirà al MISE la propria posizione:
1) finché l’impianto è funzionante, pretendere che Enel metta un freno alla continua espulsione di lavoratori dal ciclo produttivo, sia diretti che dell’indotto, garantendo non solo adeguati livelli occupazionali ma anche le necessarie manutenzioni e le dovute condizioni di sicurezza.
2) poiché la prevista uscita dal carbone è il risultato di una precisa volontà della politica, quest’ultima dovrà governare il complesso processo di transizione che ne deriva. Oltre all’attivazione delle misure economiche di sostegno già messe in campo, di cui dovranno essere chiarite le modalità applicative, chiederemo quindi al Governo di prospettare un nuovo sviluppo per il territorio, con progetti sostenibili e soprattutto concreti in grado di attrarre investimenti e creare occupazione stabile. La questione Enel, densa di interrogativi, sta per entrare in una fase cruciale: confidiamo che l’appuntamento al MISE possa quindi fornire qualche elemento di chiarezza rispetto ai molti problemi produttivi, occupazionali e ambientali che questa comporta. Come sempre, ribadiamo che sfide di questa portata possono essere affrontate con successo solo con la massima unità di tutti i soggetti coinvolti e dell’intera città, nella prospettiva da tutti evocata di costruire una concreta alternativa di sviluppo. Vedremo a breve chi è davvero interessato a percorrere questa strada”, lo dichiara l’USB Civitavecchia.