Usi Civici, l’Agraria replica ai 5 Stelle: “Impegnati nella soluzione rispettando le legittime aspettative delle parti in causa”

"Al contrario di chi reiteratamente suscita aspettative prive di fondamento indicando illusorie vie di soluzione del problema" attacca l'Ente

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Dopo la presa di posizione del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle dopo la pubblicazione di una sentenza del Commissario agli Usi Civici su un terreno ricadente nel comprensorio della “tenuta delle Mortelle”, è arrivata la replica dell’Università Agraria.
In merito alla prospettata adozione regionale della “analisi territoriale” redatta dal Perito Agrario Alebardi su incarico del Comune di Civitavecchia, si rappresenta che da un lato tale analisi, preceduta peraltro nel corso del tempo da tre analoghe verifiche espletate dai periti Mencarelli, Abatini e Rossi, è stata respinta dalla Regione Lazio in quanto non conforme (perché configurata non come analisi ma come “perizia demaniale”, non richiesta dall’Ente regionale), come risulta da nota regionale datata 18 gennaio 2019, e dall’altro che questa stessa analisi non esclude la presenza di un demanio civico nella “tenuta delle Mortelle”, comprendendo in esso persino il piccolo appezzamento dichiarato libero da usi civici con la sentenza commissariale depositata il 25 ottobre u.s.
Circa quest’ultima sentenza commissariale, essa, come lo stesso Commissario ha dichiarato nel corso dell’ultima udienza nella quale sono state trattate cause attinenti al territorio di Civitavecchia, non spiega efficacia oltre il caso singolo in relazione al quale è stata emessa, oltre ad essere naturalmente soggetta al vaglio di due ulteriori gradi di giudizio (appello e cassazione).
Questa Università Agraria, al contrario di chi reiteratamente suscita aspettative prive di fondamento indicando illusorie vie di soluzione del problema, è da tempo seriamente impegnata nella costruzione di un iter che possa comporre le legittime aspettative delle parti in causa con riguardo alla complessa questione. Tale sforzo dell’Ente, portato avanti con la Regione Lazio, ha trovato un primo significativo riscontro nelle quattro conciliazioni omologate dal Commissario agli Usi Civici il 31 ottobre u.s., prospettandosi così concretamente una definizione della questione alternativa ad un lungo e dispendioso accertamento in sede giudiziaria”.