Tvn, via ai colloqui per i trasferimenti. Potere al Popolo: “Un colpo durissimo per l’occupazione”

"Tutto questo sulla scia degli ingenti investimenti delle società produttrici di energia che, ancora una volta, alla faccia della riconversione ecologica e della lotta ai cambiamenti climatici, puntano al gas e alle fonti fossili come combustibili per le centrali"

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Li abbiamo pubblicati ieri i numeri legati ai trasferimenti dei dipendenti di Enel e le prospettive occupazionali, poco incoraggianti, relative alla Centrale. Oggi Potere al Popolo torna sulla questione. “Civitavecchia è ormai una colonia sterile, vandalizzata e desertificata dai continui piani industriali di chi, dopo decenni di inquinamento massiccio, ora sbatte pure la porta e lascia il territorio abbandonato al suo destino. Lo denunciamo da mesi e adesso, come era facilmente prevedibile, lo scenario si sta delineando in tutta la sua drammaticità. Sono partiti infatti in questi giorni i colloqui per il trasferimento di 58 dipendenti da TVN ad altre sedi del gruppo Enel: 35 entro il 2019 e 23 nel 2020. Si tratta di vere e proprie “eccedenze” dichiarate dalla società, al netto delle già previste cessazioni dal servizio, con blocco del turnover, su un organico attuale di 340 persone. Una manovra spavalda e soprattutto unilaterale che apre la strada alla nuova centrale a gas prevista a TVN. Tutto questo sulla scia degli ingenti investimenti delle società produttrici di energia che, ancora una volta, alla faccia della riconversione ecologica e della lotta ai cambiamenti climatici, puntano al gas e alle fonti fossili come combustibili per le centrali. Una scelta che non è ovviamente casuale, ma che risponde alla logica degli affari legati alla nuova disciplina codificata dal neonato mercato delle capacità dell’energia. Una scelta che, a parità di inquinamento prodotto, infliggerà all’intera città, e quindi non solo a TVN, un colpo durissimo anche sul fronte occupazionale. Non è questo il futuro che merita Civitavecchia. Questo non è il tempo dei trasferimenti, delle riduzioni del personale e dei nuovi business legati al gas, ma di una riconversione ecologica radicale da attuare non solo con fondi pubblici, ma anche coi capitali dei quelle imprese che oggi giocano coi mercati e coi dividendi sulle spalle di intere comunità. Facciamo finire il tempo delle rivendicazioni timide e balbuzienti al cospetto di colossi della produzione energetica. Si cominci dal consiglio comunale aperto del 1° ottobre. Si rivendichi tutto, con orgoglio. Dopo decenni di servitù energetica, oggi Civitavecchia deve pretendere occupazione, tutela ambientale e salvaguardia della salute pubblica. Altro che colloqui per i trasferimenti. Altro che centrale a gas”.