Tvn, riprende la produzione dell’impianto ma è sempre crisi nera per tutti i comparti

Il varo del nuovo esecutivo dovrebbe riattivare il fronte politico-istituzionale e portare a chiudere il ricorso sulla nuova Aia

Una prolungata permanenza in un limbo di incertezze, che presto dovrebbero iniziare a chiarirsi. Almeno si spera. Con il varo del governo Conte 2, infatti, dovrebbe scongelarsi tutta la costellazione di atti sospesi che ruotano attorno alla centrale di Torre Valdaliga Nord. Primo punto sempre la vertenza aperta sul fronte occupazionale, con la crisi stringente per metalmeccanici e lavoratori elettrici, legata al futuro dell’impianto (di cui è programmata la dismissione e successiva trasformazione a gas) e alla movimentazione del carbone. Su questo fronte in realtà qualcosa si è iniziato a muovere in questi giorni, anche se si tratta sostanzialmente di contingenze. Dalla settimana scorsa l’impianto di Tvn, infatti, ha ripreso a pieno regime la produzione con tre gruppi in attività, situazione che continuerà anche per questa settimana e per quella successiva. E se questo ha determinato un immediato incremento delle attività di movimentazione del carbone in banchina e consentito di tirare il fiato alle imprese portuali, non è dato sapere nulla sulla situazione che si profila all’orizzonte per i lavoratori elettrici, i cui sindacati di categoria non proferiscono verbo. L’altra novità è la notizia che la fermata dell’impianto programmata per il 2020 dovrebbe essere anticipata a questo autunno, un fatto che i metalmeccanici — e la Fiom in particolare — sembrano leggere come una chiara ammissione da parte di Enel di quanto più volte ribadito dalle organizzazioni dei lavoratori, vale a dire del fatto che la centrale ha bisogno di manutenzioni, non solo ordinarie. E questo dovrebbe consentire di tirare il fiato ai metalmeccanici. Qui però finiscono anche le novità. Del resto non è che ci si possa aggrappare a questi dati per delineare un quadro credibile di sviluppo. Sul fronte politico e istituzionale tutto è ancora congelato, per l’effetto concomitante delle ferie di agosto e della crisi di governo. Nessun incontro calendarizzato in Regione ai tavoli già aperti e a quelli promessi. In Comune l’ultima conferenza dei capigruppo è stata quella di fine luglio. Le intenzioni erano di convocare a settembre il consiglio comunale aperto sull’intera vertenza che aveva visto unite le proteste dei metalmeccanici e dei portuali, ma mancando gli interlocutori a livello governativo anche su questo fronte la riunione della massima assise cittadina non è stata ancora calendarizzata. Ferma anche tutta la questione relativa al ricorso presentato dal Comune di Civitavecchia contro il parere favorevole espresso dalla conferenza dei servizi per la nuova autorizzazione integrata ambientale all’esercizio della centrale di Tvn. Come noto Palazzo del Pincio aveva presentato formale opposizione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel corso del primo incontro, svoltosi con il vecchio governo ancora in carica, non si era addivenuti a una conciliazione tra le parti, per cui la palla era passata direttamente al Consiglio dei Ministri, che si dovrà esprimere. Un nuovo consiglio, nato solamente qualche ora fa…