“Sullo sportello Divercity argomentazioni che sfiorano il Movimento per la Vita sfiora il benaltrismo”

Lo afferma la consigliera comunale Alessandra Lecis, del M5stelle

Riceviamo e pubblichiamo. La recente presa di posizione del Movimento per la Vita contro lo sportello “Divercity”, nato a Civitavecchia per contrastare le discriminazioni LGBTQ+, solleva diverse perplessità e merita una riflessione approfondita. In una comunità che sta facendo passi avanti per promuovere inclusione e pari opportunità, è difficile comprendere come un’iniziativa rivolta a un tema delicato e urgente come la lotta alle discriminazioni possa essere messa in discussione con argomentazioni che sfiorano il benaltrismo.

Civitavecchia è una città che, con tutte le sue complessità, sta dimostrando di sapersi prendere cura delle diverse esigenze della comunità. Esistono sportelli e associazioni che si occupano di tematiche altrettanto cruciali, come il supporto ai ragazzi con dipendenze – in particolare la ludopatia – e l’assistenza a famiglie monoparentali. Abbiamo servizi che offrono supporto psicologico agli adolescenti durante una fase delicatissima della vita e realtà che proteggono donne vittime di violenza. Tutto ciò testimonia un tessuto sociale ricco e attento, capace di accogliere le sfide che emergono nei diversi ambiti della vita quotidiana.

In questo contesto, l’apertura dello sportello “Divercity” non è un atto divisivo, ma anzi un ulteriore tassello verso la costruzione di una società più equa e inclusiva. Ridurre questa iniziativa a una questione di priorità mancate o a un supposto “distogliere attenzione da altre problematiche” non solo è miope, ma svilisce anche il lavoro di chi, ogni giorno, si impegna per garantire che nessuno resti indietro.

Il benaltrismo – quella tendenza a liquidare un problema sostenendo che ci sarebbero “ben altri” problemi da affrontare – in questo caso è particolarmente fuori luogo. Le discriminazioni, specialmente quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, non sono questioni secondarie o marginali. Sono ferite che colpiscono il cuore della dignità umana e che, se ignorate, rischiano di perpetuare un clima di esclusione e sofferenza.

Lo sportello “Divercity” non toglie nulla a chi combatte contro la ludopatia, a chi aiuta le donne vittime di violenza o a chi sostiene i ragazzi nel loro percorso di crescita. Al contrario, rappresenta un ampliamento dell’offerta di supporto che la nostra città è in grado di fornire. Perché una società veramente solidale non sceglie chi aiutare: lavora per includere tutti, ascoltando le diverse voci che compongono il suo tessuto sociale.

La lotta alle discriminazioni LGBTQ+ non è una moda o un capriccio di pochi, ma una battaglia di civiltà. Ed è triste vedere come, invece di appoggiare questa iniziativa, si preferisca alimentare polemiche che non portano a nulla, se non a ritardare quel progresso sociale che dovrebbe essere l’obiettivo comune.

In conclusione, il Movimento per la Vita dovrebbe riconsiderare la propria posizione, scegliendo di sostenere, e non ostacolare, ogni azione che promuova il rispetto e la dignità per tutti. Civitavecchia merita una comunità unita, capace di guardare avanti senza pregiudizi e senza inutili contrapposizioni. Lo sportello “Divercity” è una risorsa, non un problema, e come tale va valorizzato e difeso. La Consigliera Comunale Alessandra Lecis (M5S).