Sul biodigestore la prima prova del 9 per Piendibene&co., che sperano di ribaltare il Tar

Sul tema dell'ambiente l'amministrazione di centrosinistra ha puntato tantissimo in campagna elettorale, sia con il Pd che con Avs e Movimento 5 stelle

Il Comune andrà al Consiglio di Stato sul caso biodigestore. Non è ovviamente piaciuta la sentenza del Tar che accoglie il ricorso della Lamer Costruzioni e Manutenzioni Edilizie e impedisce al Pincio di tornare in possesso delle aree dove dovrebbe sorgere l’impianto di smaltimento rifiuti. La questione biodigestore è la vera prima prova del 9 per la nuova amministrazione, che sul tema dell’ambiente ha puntato tantissimo in campagna elettorale, sia con il Pd che con Avs e Movimento 5 stelle. Sebbene quel progetto abbia ottenuto delle autorizzazioni dalla Regione durante la Giunta Zingaretti, l’obiettivo è scongiurare la sua realizzazione a tutti i costi.

Il Tribunale regionale ha stabilito anche che andrà affrontata in disparte “la questione se un impianto di produzione di biometano mediante purificazione del biogas ottenuto dalla digestione anaerobica della frazione organica del rifiuto solido urbano possa considerarsi alla stregua di impianto produttivo di carattere industriale”, e ancora che “è necessario verificare se la destinazione degli opifici a tale scopo sia compatibile con la convenzione sottoscritta nel 1999 e, comunque, con la normativa vigente in materia urbanistica”. La battaglia giudiziaria del Pincio riparte da qui, da questo spiraglio, sperando di riaprire a proprio favore la partita legale.