Stop gas a TVN, la corsa scomposta della politica a prendersi dei meriti di una vittoria che ancora non c’è

Esultano giustamente i comitati e gli ambientalisti, ma sembrano quantomeno inopportuni gli "svolazzi" di alcuni partiti

Enel rinuncia a realizzare una centrale a gas a Civitavecchia, è la notizia che sta monopolizzando il dibattito (non solo locale) dal punto di vista politico e cittadino. Si tratta sicuramente di una buona notizia, che accoglie la volontà di un popolo che si è espresso a tutti i livelli in modo contrario rispetto al progetto che si stava per profilare. Ora la partita si apre con possibilità ad oggi indecifrabili, basti pensare a quello che sta accadendo in queste ore sul fronte internazionale, dinamiche che passano non solo ben al di sopra della testa di Comune e Regione, ma anche del Governo centrale. Che Enel passi completamente la mano è improbabile, e c’è da ricordare che dalle parti di TVN esiste ancora una centrale a carbone operativa. Che dovrebbe chiudere i battenti nel 2025, è vero, ma con un condizionale d’obbligo, vista la situazione estremamente complessa a livello energetico. Esultano giustamente i comitati e gli ambientalisti, ma sembrano quantomeno inopportuni gli “svolazzi” di alcuni partiti, “abbiamo vinto qui, abbiamo vinto la”, “siamo meglio noi”, ecc, ecc. Per dire che la partita politica è davvero vinta bisogna capire prima quale sarà l’alternativa al gas a Torre valdaliga nord, prospettiva ad oggi ancora del tutto nebulosa, senza dimenticare i risvolti occupazionali. Ad oggi, fra interni e indotto con Enel “ci campano” un migliaio di persone, senza dimenticare le tante associazioni (anche e soprattutto sportive) che usufruiscono di provvigioni decisive e il Comune di Civitavecchia stesso che incassa circa 8 milioni di euro l’anno per l’aliquota IMU. Somma con la quale sostanzialmente il Pincio chiude il bilancio di ogni esercizio. Insomma, l’addio al gas va strabene, pensando al fattore ambientale (e anche sotto il profilo del lavoro viste le premesse insufficienti), ma bisognerebbe portare avanti in parallelo e con la stessa veemenza altre battaglie ugualmente importanti e presentare progetti concreti. Argomento che invece non sembra interessante molto alcuni politici locali e regionali, forse perché decisamente più complicato. Quindi calma e sangue freddo, perché con l’aria pulita (che pulita non lo sarà mai vista la presenza del Porto…) ma senza lavoro i problemi resteranno ugualmente. E a fare la fine di quello che “aveva abolito la povertà” è un attimo.