Sentenza Usi civici su tenuta Mortelle, l’Agraria: “Non ha efficacia oltre quel solo terreno”

"Si tratta di sentenza emessa al termine del primo grado di giudizio, soggetta quindi al vaglio del giudizio di appello e del giudizio di cassazione"

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“La sentenza di cui si tratta, che dichiara la libertà del terreno da usi civici, non ha alcuna efficacia oltre quel solo terreno, come ha tenuto a precisare espressamente il Commissario Dott. Catalani nell’udienza tenutasi il 29 ottobre, e quindi non pregiudica in alcun modo l’esito dei contenziosi relativi ad altri terreni ricadenti nella tenuta delle Mortelle, né tantomeno comporta alcunché per i terreni di tale tenuta i quali non sono oggetto di accertamento giudiziario”, lo dichiara in una nota stampa l’Agraria di Civitavecchia. “Peraltro, si tratta di sentenza emessa al termine del primo grado di giudizio, soggetta quindi al vaglio del giudizio di appello e del giudizio di cassazione. Questa Università Agraria, in ragione delle finalità che per legge e per statuto deve perseguire, è tenuta ad impugnare la predetta sentenza, non potendo abdicare all’obbligo che le incombe di tutelare e difendere, anche in sede giurisdizionale e in tutti i gradi di giudizio previsti, i diritti che spettano all’intera collettività civica civitavecchiese; ciò tanto più in quanto una precedente sentenza commissariale, emessa nel 1990 e mai impugnata sino al 2015, dichiarava espressamente nel proprio dispositivo la qualità demaniale delle terre della tenuta delle Mortelle. È opportuno sottolineare altresì che questa Università Agraria ha mostrato in ogni sede la propria disponibilità ad una sistemazione in via conciliativa delle situazioni relative ai terreni compresi nella tenuta delle Mortelle. Ad una soluzione transattiva della vicenda sono infatti già giunti alcuni dei contenziosi pendenti in sede commissariale, con determinazione di un’indennità da corrispondere a questa Università Agraria per un importo modesto, così determinato in ragione anche della buona fede degli acquirenti dei terreni, nonché del radicale mutamento intervenuto nel territorio, con perdita irreversibile dell’originaria destinazione agrosilvopastorale dei terreni e sviluppo edificatorio nella zona. È infine significativo rilevare che sull’auspicabilità della soluzione conciliativa, senz’altro più rapida di un contenzioso destinato a snodarsi per tre gradi di giudizio, è emersa una concordanza di opinione tra Commissario, Regione e questa Università Agraria”.