Scuola, PD Tarquinia: “Cosa sta facendo l’amministrazione Giulivi?”

Come è stato possibile accorgersi che i lavori non erano ancora stati terminati solamente il giorno prima della riapertura? Possibile che nessun sopralluogo abbia evidenziato la presenza di problemi che avrebbero richiesto un ritardo nella riapertura?

216

Scuola: cosa sta facendo l’amministrazione Giulivi?

L’istruzione è una priorità per l’amministrazione Giulivi? Cosa si sta facendo per assicurare il diritto allo studio nella nostra città?
La domanda sorge spontanea, visto che le scuole tarquiniesi sembrano battere ogni record nazionale… purtroppo, in negativo.

Ricordiamo le tappe di quello che per studenti e genitori si è trasformato in un vero e proprio psicodramma:

8 Settembre – la stampa locale riporta dichiarazioni trionfanti dell’amministrazione: tutto è pronto e sotto controllo, la scuola è pronta per riaprire il 14 Settembre (a meno di rinvii per il Referendum). Si parla anche dei lavori alla sede Dasti: “Da un punto di vista strutturale è stato fatto tutto”;
Il 9 Settembre viene pubblicata l’ordinanza sindacale n. 34 del 09/09/2020, con la quale il Sindaco, che il giorno prima aveva dichiarato che era “tutto sotto controllo”, dispone il rinvio delle attività scolastiche degli Istituti di ogni ordine e grado al 28 Settembre 2020;
Il 23 Settembre, il sito web scolastico riporta i percorsi di entrata e uscita degli studenti delle scuole Sacconi e Dasti;
Il 25 Settembre, sul sito scolastico compare l’avviso dello spostamento delle prime classi medie della sede Dasti alla Sacconi;
Il 27 Settembre, alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico, le famiglie apprendono dal Corriere di Viterbo che la scuola media Dasti non avrebbe riaperto e che le classi prime sarebbero state spostate alla Sacconi, con grande disagio per gli studenti di entrambi gli istituti;
Infine, la sera di domenica 27, la scuola pubblica una nota del Sindaco (di due giorni prima) in cui si annuncia la mancata riconsegna dello stabile della sede Dasti da parte della ditta che ha i lavori in appalto, e che si sarebbe fatto ricorso ad un sistema di didattica “misto”, con turni tra didattica in presenza e didattica a distanza. La rotazione dei turni, inoltre, è complicata anche dalla necessità di continue sanificazioni, visto l’alternarsi di studenti di classi diverse negli stessi locali.

La sequenza degli eventi denuncia che, evidentemente, non era “tutto pronto” né tantomeno “tutto sotto controllo”… così come denuncia una chiara mancanza di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale: non c’è scaricabarile che tenga, anche se i lavori non sono stati indetti dal Comune di Tarquinia, la scuola rimane uno stabile di proprietà comunale, e il Comune avrebbe dovuto vigilare sull’andamento dei lavori.

Come è stato possibile accorgersi che i lavori non erano ancora stati terminati solamente il giorno prima della riapertura? Possibile che nessun sopralluogo abbia evidenziato la presenza di problemi che avrebbero richiesto un ritardo nella riapertura?

Perché non è stata studiata una soluzione alternativa? Per quanto tempo ancora la situazione rimarrà in questo stato e cosa sta facendo l’amministrazione per porvi rimedio?

Chiediamo una risposta a queste domande, che porremo anche durante il Consiglio Comunale del 30 Settembre: assicurare il diritto allo studio, in un momento come quello che stiamo affrontando, dovrebbe essere il primo pensiero di chi amministra.

In caso i nostri amministratori lo abbiano dimenticato (o non abbiano ben chiara la situazione) la didattica a distanza crea enormi difficoltà: agli studenti, perché l’insegnamento a distanza non sarà mai efficace come quello in presenza; ai genitori, che spesso non sanno come conciliare il lavoro con la presenza in casa durante le lezioni, in particolare quando il ricorso alla didattica a distanza viene annunciato all’ultimo momento; alle famiglie meno abbienti, che spesso non hanno gli strumenti informatici per consentire ai figli di seguire le lezioni; agli alunni con handicap e bisogni educativi speciali, che si trovano soli, privati degli insegnanti di sostegno e della necessaria interazione con i compagni.

Ricordiamo anche che, in base al D.M. n. 89 del 7/8/2020, allegato A, il ricorso alla Didattica Digitale Integrata (cioè didattica a distanza) è previsto solo per le Scuole Secondarie di Secondo Grado (Superiori): le Scuole di Primo Grado (es. Medie) possono ricorrervi esclusivamente in caso di quarantena per emergenza sanitaria.

A Tarquinia, quindi, si sta facendo un uso improprio di uno strumento pensato solo per far fronte a situazioni di emergenza, per “mettere una pezza” ad una scarsa efficienza amministrativa… sulla pelle degli studenti e delle loro famiglie.

Ripetiamo: la questione è troppo grave e ne chiederemo conto in Consiglio Comunale.

Partito Democratico di Tarquinia, Circolo “D. Emanuelli”