Santa Marinella, Tidei: “Al lavoro per il canone concordato degli affitti”

"Nei prossimi giorni convocherò tutti i titolari delle agenzie immobiliari del comune e l’associazione degli inquilini, al fine di giungere ad un accordo di massima che porti, come accade già in molti altri comuni d’Italia, a una massiccia adesione alla formula del canone concordato. Il costo dell’affitto inoltre, dovrà essere calcolato in conformità ad alcuni parametri e non potrà superare un massimo stabilito in precedenza"

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Riceviamo e pubblichiamo.
“Massima attenzione alle esigenze abitative e alla richiesta d’immobili in affitto per le fasce della popolazione economicamente fragili o che percepiscono il reddito di cittadinanza.
L’amministrazione comunale di Santa Marinella, su proposta del sindaco Pietro Tidei, ha avviato, in questi giorni, un nuovo progetto, finalizzato a risolvere in larga parte, alcune emergenze abitative, legate anche alla difficoltà, per molte persone o nuclei familiari a basso reddito, di stipulare, a canoni accessibili, contratti d’affitto per le abitazioni ubicate all’interno del comune.
Sta per essere varata un’iniziativa, illustrata questa mattina dal sindaco Tidei, volta a incrementare il numero delle locazioni dove l’inquilino potrà versare un canone abitativo a prezzi concordati.
Per contro, il proprietario dell’immobile che aderirà a questa forma di locazione, che prevede stipule di contratti ad equi prezzi di mercato, avrà un vantaggio poiché è prevista per legge una riduzione degli importi dell’Imu.
Il comune per incentivare e facilitare i titolari degli immobili che sottoscrivono contratti a canoni riducendo, fino al 75 per cento, l’importo dell’imposta sulle seconde case. “Anche nella nostra cittadina sono emerse, purtroppo, alcune gravi anomalie, che interessano proprio il mercato degli affitti e che meritano di essere affrontate anche perché da qui a breve forse già dal prossimo mese di marzo, potrebbe scadere il momentaneo blocco degli sfratti previsto per la pandemia da Covid 19 e un numero sempre più elevato di persone si potrebbe ritrovare senza un tetto.  Molti titolari del reddito di cittadinanza, infatti, non riescono ad ottenere la residenza nelle case prese in affitto perché, troppo spesso i proprietari invece di sottoscrivere un regolare contratto d’affitto, preferiscono aggirare la legge e per non pagare le tasse firmano solo un comodato d’uso gratuito del loro immobile. Di gratuito però non c’è proprio nulla perché i canoni vengono riscossi in nero. In questo modo però i percettori del reddito di cittadinanza non possono accedere ad un ulteriore sovvenzionamento di 280 euro, concessi per provvedere al pagamento di un canone d’affitto. Purtroppo, sembra che non si tratti di casi isolati. Nei prossimi giorni convocherò tutti i titolari delle agenzie immobiliari del comune e l’associazione degli inquilini, al fine di giungere ad un accordo di massima che porti, come accade già in molti altri comuni d’Italia, a una massiccia adesione alla formula del canone concordato. Il costo dell’affitto inoltre, dovrà essere calcolato in conformità ad alcuni parametri e non potrà superare un massimo stabilito in precedenza.
Ritengo che sia doveroso, per un’amministrazione, affrontare per tempo e con determinazione anche questa problematica, resa ancor più grave dalla crisi economica dovuta, in larga parte, al perdurare della pandemia. Inoltre, sono convinto che, in tal modo, si possa efficacemente combattere anche l’evasione tributaria e il malcostume legato al mercato degli affitti in nero””.