Santa Marinella, nuova stretta anti covid. Tidei chiude i parchi e le vie del centro

Chiusi fino al 7 aprile tutti i parchi ed i giardini pubblici. Interdetto il transito e la sosta in Piazza Unità D’Italia, Piazza Innocenzo XI e Largo Padelletti. Critica l'associazione Aurhelio: "Siamo alla seconda ondata delle ordinanze senza ragionevolezza. Di condurre una battaglia adeguata - per la quale ci troverebbe davvero tutti uniti - per istituire un centro vaccinale all’interno di una città d 18 mila abitanti però, nemmeno l’ombra"

“Disposta con ordinanza sindacale la chiusura di tutti i parchi pubblici e giardini di Santa Marinella”. Ad annunciarlo tramite nota stampa è il Comune della Perla del Tirreno.
“Sempre con una apposita ordinanza emessa dal Sindaco Pietro Tidei è stato interdetto il transito e la sosta in Piazza Unità D’Italia, Piazza Innocenzo XI e Largo Padelletti.
Domani mattina si svolgerà regolarmente il mercato settimanale della zona Pirgus per i soli generi alimentari.
Nei giorni scorsi non erano mancate le segnalazioni, anche da parte di alcuni cittadini, della presenza, nei parchi pubblici, di alcune famiglie con bambini che utilizzavano, anche contemporaneamente, alcuni giochi scivoli o altalene. Un comportante potenzialmente a rischio di contagi, anche tra soggetti giovanissimi.
I provvedimenti resteranno in vigore fino al prossimo 7 aprile compreso”.

Le reazioni. Una scelta a cui non è mancata la reazione da parte dell’associazione Aurhelio.
“Santa Marinella: Il Sindaco di nuovo in preda alla sindrome del chiudo tutto, persevera con ordinanze dannose chiudendo parchi e giardini. Ci risiamo, stessa scena del marzo dello scorso anno, il Sindaco in preda alla coazione a ripetere come nei migliori film di Romero, riparte con le ordinanze per la chiusura di spazi aperti come parchi, giardini e aree verdi. Una tale inadeguatezza di fronte alla gestione della crisi pandemica, è sorprendente. Praticamente anziché combattere gli assembramenti, con queste ordinanze impedisce l’accesso ad aree ampie e assolate che sono i migliori luoghi per tenere il fisico alla luce, in salute e distanziato da altri soggetti.
Dopo la statistica dunque, con le teorie strampalate su percentuali dello 0,2% della popolazione nel numero di contagi – di cui ad oggi dobbiamo ancora conoscere se si tratta di domiciliati, residenti, proprietari di seconde case o “due de passaggio” come ci ricorda Mario Brega – passando per la condanna dei fenomeni criminali a senso unico, oggi arriviamo alla ingegneria della gestione socio-sanitaria degli spazi pubblici. Quest’ultima, come accadde lo scorso anno, prevede la chiusura degli spazi ampi e di far rimanere aperti i luoghi chiusi e angusti.
Secondo questa logica infatti, tutti i clienti e lavoratori diretti e indiretti dei supermercati e delle attività aperte in genere si sarebbero dovuti infettare già da tempo. La sensazione è che, purtroppo, si stia solo all’inizio della seconda ondata della raffica di ordinanze che, in barba a qualsiasi ragionevolezza, tra una riunione al coc e un videomessaggio estemporaneo, si abbatterà su una popolazione ormai stremata. Di condurre una battaglia adeguata – per la quale ci troverebbe davvero tutti uniti – per istituire un centro vaccinale all’interno di una città d 18 mila abitanti però, nemmeno l’ombra. Visto che vanta amicizie istituzionali di livello, questa sì che sarebbe una battaglia seria da condurre”.