Santa Marinella, domani la presentazione del quaderno di Aquae Tauri dedicato a su Salvatore Bastianelli

Il celebre archeologo civitavecchiese, per conto dell’allora Soprintendenza ai Monumenti e Scavi diresse, negli anni antecedenti al 1942, importanti scavi nel territorio tra cui le Terme Taurine di Civitavecchia e la Castellina di Santa Marinella. A fare da cornice al testo sono le oltre 100 fotografie inedite, le più antiche datate 1913, rimaste casualmente nel cassetto e oggi donate agli autori dagli eredi

Venerdi 15 novembre alle ore 16.30 presso verrà presentato il secondo quaderno di Aquae Tauri dedicato a su Salvatore Bastianelli (1885-1975) di Odoardo Toti e Glauco Stracci. Introdurranno l’argomento il Sindaco Pietro Tidei, e la direttrice Cristina Perini. Il celebre archeologo civitavecchiese, per conto dell’allora Soprintendenza ai Monumenti e Scavi diresse, negli anni antecedenti al 1942, importanti scavi nel territorio tra cui le Terme Taurine di Civitavecchia e la Castellina di Santa Marinella. A fare da cornice al testo sono le oltre 100 fotografie inedite, le più antiche datate 1913, rimaste casualmente nel cassetto e oggi donate agli autori dagli eredi.

Salvatore Bastianelli fu il precursore della moderna archeologia, per i suoi meriti fu fregiato del titolo di Ispettore Onorario alla Soprintendenza e Cavaliere del Regno, fondò e fu primo direttore del Museo Civico di Civitavecchia, oggi diventato Nazionale, salvandone i reperti durante il bombardamento del 1944. Produsse vari studi meritori pubblicati dall’Istituto di Studi Etruschi, l’Accademia dei Lincei e dall’Istituto di Studi Romani, che ancora oggi sono un punto di riferimento, fu amico apprezzato degli archeologi Pietro Romanelli, Raniero Mengarelli e Massimo Pallottino. Il volume edito dalla Società storica civitavecchiese riporta il patrocinato del Comune di Civitavecchia e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale ed è già stato inserito nel Corpus Inscriptiones Latinarum come riferimento bibliografico, poiché è l’unico testo che riporta, per la prima volta, l’unica foto dell’importante lapide integra di Domizio Regino, optio della flotta ravennate presso Centumcellae.