Roberta Galletta: “Sui lavori a Varco Fortezza trascurate le ragioni della memoria”

Giampiero Romiti intervista l'ex assessore del Comune di Civitavecchia sulla vicenda legata ai lavori all'ingresso del Porto

Varco Fortezza e la storia dimenticata. Cos’è, il titolo di un film? Di un cortometraggio? Di una piece da portare sul palcoscenico del Traiano? Niente di tutto questo. Si tratta piuttosto della meravigliatissima osservazione di Roberta Galletta che soprattutto del passato della città ha lucidissima (e studiata con attenzione maniacale) conoscenza e che non si capacita degli errori commessi da chi ha redatto l’importante progetto relativo all’area antistante l’ingresso del porto, risalente addirittura al XX secolo.

Galletta, cos’è che non va ?

Guardi, non sto qui a sollevare il polverone di un polemica tanto per sparare contro qualcuno. Il problema, però, è che non si può non tener conto di un passato che ci riguarda”.

Significa che in maniera troppo superficiale si è pensato a dare il via dei lavori senza rispettare la Civitavecchia antica che ci appartiene e che niente e nessuno può o deve cancellare.

Direi proprio. Ed è sorprendente che si vorrebbe dare un’immagine del <punto> in cui si è concentrata l’attenzione del restyling completamente diversa da quella che è sempre stata all’epoca della vera, autentica <Civitavecchia bella città d’incanto>”.

Non le sembra di esagerare?

Non scherziamo. Basterebbe analizzare attentamente una qualunque fotografia degli anni del <nostro>maggior splendore per constatare che la connessione, l’unione, la soluzione di continuità è sempre esistita tra il porto e la città fin dalla nascita dello stesso scalo, dal quale poi proprio la città ha preso il nome: da Centumcellae è diventata Civitavecchia”.

E allora ? Quale sarebbe lo scherzo che si sta perpetrando oggigiorno?

Quello di non aver considerato che esiste al varco Fortezza la pietra miliare che sta lì almeno da oltre cento anni, così come documentato dalle foto antiguerra. Aggiungo che dalle ricerche e dagli studi che ho fatto sulle pietre miliari a Civitavecchia, sono certa che quella di cui parliamo risalga addirittura ad un paio di secoli fa”.

Bè ciò che dichiara assume davvero grossa importanza.

Non c’è dubbio. E mentre guardo le foto dei tempi che furono, rifletto sulla realizzazione della nuova rotatoria e mi chiedo se sia davvero così indispensabile e necessaria quest’opera, in un punto dove non è mai esistito alcun incrocio, per collegare quel che è unito da sempre col risultato di snaturare un luogo e di rimpicciolire il marciapiedi lato mare e soprattutto rimuovere dalla sua sede naturale la pietra miliare, che da tre settimane ha bloccato i lavori”

A prescindere dalla preziosissima pietra, cos’è che non le torna?

Essenzialmente il fatto che, fino a prova contraria, le rotatorie servono a snellire il traffico proprio negli incroci in cui ce ne è ad altissima intensità”.

D’accordo. Ma sincerità per sincerità: è la pietra miliare il suo pensiero fisso. Vero?

Sì. E sono vieppiù delusa, ed amareggiata, perché avevo avuto rassicurazioni che sarebbe stata spostata solo di pochi metri”.

E invece…

Le rassicurazioni si sono perse nel nulla. Devo tuttavia aggiungere che poi ho riflettuto meglio ed ho capito che in pochi in questa città, se non nessuno, capiscono mai le ragioni della Memoria della nostra comunità”.

Adesso che fa, si indurisce così tanto da diventare severissima?

No. Semplicemente realista”.

Si spieghi.

Ci vuol tanto per capire che ogni ogni volta è sempre la città che deve fare fare un passo indietro e abbozzare, subendo tutto e tutti?”

Eppure lei ha immediatamente fatto presente il <problema> della pietra miliare…

Già. Ed infatti qualcuno deve aver capito che non sarebbe stato corretto <trasferirla> dal punto dove è stata messa qualche secolo fa”

Allora dovrebbe ritenersi soddisfatta.

Non completamente. Resta il punto riguardante la rotatoria, che ritengo davvero inutile in quell’area che ha sempre rappresentato l’unione del nostro porto e della nostra città”

E in che modo si potrebbe ovviare alla rotatoria?

Basterebbe togliere i cancelli e i muri posticci messi negli anni passati da qualche <genio>, che aveva deciso di dividere quello che storicamente era nato unito e in questo semplice modo il collegamento tra scalo e città si avrebbe in attimo e senza aggravio di spesa di soldi pubblici”.

E se ciò non avvenisse?

Allora, se proprio si devono per forza spendere dei soldi pubblici, si può rivedere il progetto dislocando la rotatoria e salvando, vivaddio, la pietra miliare nella sua sede naturale e ultra centenaria”.

Soluzione più che logica. Verrà attuata?

Lo spero. In fin dei conti non credo sia così difficile. Siamo andati nello spazio e viviamo in un tempo iper tecnologico, per cui…

Basterebbe, insomma, la buona volontà.

Sicuro, epperò non solo”

E cos’altro ci vuole?

Lo ripeterò finchè avrò fiato: il rispetto per la Memoria della nostra comunità e dei suoi cittadini ”.

Ma chi s’è occupato del progetto come mai s’è dimenticato della pietra miliare ?

Perché pur lavorando in ambito portuale non conosce la storia di Civitavecchia. E gli consiglio di studiarla. E’ affascinante!”

G. Rom