Ritorno in classe senza scossoni, ma i problemi restano

I mancati abbracci e l'impossibilità di comunicare a stretto contatto sono fattori molto problematici in particolar modo per i più piccini

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E’ stata una ripartenza sofferta, ma anche molto attesa. Ieri studenti e studentesse, hanno riassaporato l’aria della lavagna, del gesso e dei banchi dopo sei mesi, complice il lockdown per il coronavirus. Ingressi contingentati, gel per le mani, mascherine indossate sul volto, tutte le precauzioni per tenere lontano lo spauracchio del covid. Ma come è andata la prima giornata? Soddisfatte le istituzioni, un po’ meno insegnanti e studenti, perchè in alcuni plessi i margini di manovra sono davvero stretti e soprattutto con i più piccoli la gestione dell’emergenza è complicata. I mancati abbracci e l’impossibilità di comunicare a stretto contatto sono fattori molto problematici in particolar modo per i più piccini. Un lavoro già complicato, quello dell’insegnante, diventa ancora più rigoroso e difficile in tempi di pandemia. In ansia molti genitori. Soddisfazione come detto da parte del Governo, “preso atto, con soddisfazione, che la scuola è ripartita e che le attività scolastiche sono riprese in modo ordinato, nel rispetto delle regole sanitarie”. Anche se la situazione andrà ovviamente monitorata giorno per giorno.