Ristoratori di nuovo in zona gialla. “Meglio del delivery ma i problemi restano”

Bar e ristoranti tornano a lavorare, anche se a mezzo servizio. Pizzerie e pub ancora tagliati fuori

Da ieri, lunedì 1 febbraio è stata ripristinata la zona gialla, ovvero sia con le norme anti-covid meno stringenti. Bar e ristoranti hanno potuto riaprire i loro locali, anche se le difficoltà restano. “E’ andata abbastanza bene, sono venute decisamente più persone rispetto a quando eravamo in zona arancione. La bellezza di un bar è quella di sedersi, fare due chiacchiere insieme ad un amico o alla fidanzata”, commenta il titolare del “Gigi Bar 2.0”. “Come primo giorno abbiamo fatto trentacinque coperti, non c’è male – commenta il proprietario del ristorante “Caprasecca al Mare” -. Il delivery delle settimane scorse? Per noi è stato quasi inutile”. Si diceva però dei problemi che permangono. “Non capisco la discrepanza fra le varie categorie di commercianti – aggiunge il titolare del Gigi Bar 2.0. – ad esempio quelli che vendono altre cose rispetto ai ristoratori. Anche noi sappiamo far rispettare le regole come gli altri”. Problemi anche con le prenotazioni cancellate a causa di una comunicazione istituzionale sbagliata. “Per domenica avevamo una cinquantina di coperti – confermano da Caprasecca – abbiamo dovuto rinunciare”. Ma c’è anche a chi questa zona gialla non cambia una virgola. “Un locale come il nostro non può certo impostare il lavoro sui pranzi – commenta il titolare della pizzeria “La vecchia locanda” – e con l’impossibilità di lavorare la sera non cambia assolutamente nulla, almeno per noi. Anzi, con l’opportunità di andare a pranzo fuori, magari la pizza da asporto la sera non la prendi più come prima”.