Rifiuti di Roma verso Civitavecchia, anche il gruppo 5stelle locale prende le distanze dalla Raggi

Critiche però anche alla Pisana: "La Regione Lazio deve individuare i siti definitivi per lo smaltimento dei rifiuti e deve farlo subito"

“Civitavecchia non può essere la soluzione per i rifiuti di Roma”. Anche il gruppo consigliare del Movimento 5 stelle di Civitavecchia prende le distanze dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. “La Regione Lazio deve individuare i siti definitivi per lo smaltimento dei rifiuti e deve farlo subito, il comprensorio di Civitavecchia va escluso per ovvi motivi:
– Civitavecchia ha una situazione ambientale compromessa testimoniata da diversi studi epidemiologici pubblici che dicono chiaramente che nella nostra città ci si ammala e si muore di più che altrove. Non è quindi ipotizzabile alcun impianto di trattamento o di incenerimento nel nostro comprensorio;
– la capienza della discarica privata di Fosso Crepacuore è quasi al limite e per i motivi già detti non può essere previsto alcun ampliamento. L’ultimo ad opera della Regione Lazio risale all’8 agosto di quest’anno!
– la percentuale di raccolta differenziata di Civitavecchia è al 75% e si è passati da 2000 a 500 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti al mese che dopo il trattamento biomeccanico diventano 250 tonnellate al mese (praticamente Civitavecchia conferisce in discarica in 4 mesi quello che Roma conferisce in mezza giornata). Il sindaco di Civitavecchia deve opporsi in tutte le sedi a progetti di ampliamento della discarica, potenziare al massimo la raccolta differenziata porta a porta su Civitavecchia e porre, come autorità sanitaria locale, il divieto di attivazione dell’impianto in tutte le conferenze dei servizi in cui verrà invitato. Roma deve gestire correttamente i propri rifiuti il che significa portare la differenziata almeno al 65% (e l’unico modo è il porta a porta) e realizzare quanto prima una discarica nei confini comunali da duecentomila tonnellate all’anno di rifiuti trattati senza cercare spazi altrove, tanto meno nell’ultimo comune della città metropolitana. Queste sono le uniche soluzioni percorribili, il resto sono solo chiacchiere o tifoserie di partito che non sono nel nostro DNA e mai lo saranno”.