Un sit-in organizzato dall’Unione sindacale di base, a cui poi hanno aderito anche le altre sigle sindacali. Si è svolto questa mattina davanti alla sede dell’Autorità di sistema portuale. Tante le tematiche che toccano l’universo portuale e che hanno spinto lavoratori e imprese a scendere in piazza. Una è quella legata al rinnovo dei contratti nazionali dei portuali: “Ci sono dei punti chiari – afferma il rappresentante Usb Riccardo Petrarolo – il riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici, gli aumenti salariali da destinare direttamente in busta paga e non sottoforma di welfare. Parliamo di almeno 300 euro, in un settore che tutti dicono essere nevralgico per il Paese”. In più c’è la voce di una nuova riforma imminente per i porti italiani. “Non c’è nulla di ufficiale, ma circolano da tempo rumors che ci fanno stare in guardia, perché si parla di una privatizzazione delle Adsp, ma anche della messa in discussione delle Compagnie Portuali. Riforma che come viene disegnata dai ben informati non va bene. Noi rivendichiamo che i porti debbono continuare ad essere delle risorse e che le Adsp devono rimanere pubbliche. Inoltre chiediamo come Usb di essere convocati per il tavolo nazionale, perché siamo un soggetto significativo fra i porti italiani”.
Presidio di lavoratori e imprese portuali per il rinnovo dei contratti e contro la privatizzazione delle Adsp
Sit-in organizzato dall'Unione sindacale di base, a cui poi hanno aderito anche le altre sigle sindacali: "Chiediamo il riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici, gli aumenti salariali da destinare direttamente in busta paga e non sottoforma di welfare"





