Porto, traffici in aumento rispetto al 2019: “Ora avanti tutta su Marina Yachting e Zls”

Intervista a 360° con il presidente dell'Autorità di sistema portuale Pino Musolino. Dal bilancio da risanare, ai progetti futuri, Marina Yachting, Zls, fino ai rilievi della Corte dei conti e alla crescita dei traffici merceologici

Le navi vanno e con loro anche il porto va. I dati appena diffusi dall’Authority sui traffici dei primi nove mesi del 2022 sono lì a incoraggiare il lavoro del presidente Pino Musolino e del suo staff. A meno di due anni dall’insediamento (il 16 dicembre 2020) il numero uno di Molo Vespucci è riuscito a rimettere in linea di galleggiamento una barca che faceva acqua da tutte le parti, e non solo a causa dell’emergenza Covid. A pesare fortemente sulla crisi, anche le scelte del quadriennio precedente, che avevano di fatto “specializzato” lo scalo di Roma nel solo settore crociere e passeggeri di linea, svuotandolo dei traffici commerciali. Ora il porto ha recuperato tutto ed è addirittura in vantaggio sui numeri dello stesso periodo del 2019, quando il Coronavirus era ancora sconosciuto.

Presidente Musolino, soddisfatto dei dati?
“Sì, i segnali sono positivi, perché l’aumento è sul 2019 e non solo sugli anni bui della pandemia. L’importante è andare verso la diversificazione dei traffici. Siamo sempre leader nel comparto crociere, tornate quasi a regime, ma vanno bene anche le merci. Questo perché il sistema portuale sta dando buoni segnali e gli operatori lavorano in sinergia. Inoltre possiamo sfruttare fondali molto competitivi, spazi retroportuali ampi e stiamo realizzando le infrastrutture ferroviarie e stradali che renderanno ancor più attrattivo lo scalo”.
Su quali traffici state puntando in particolare?
“Sulla crescita del Ro/Ro, sul progetto cargo e sui container, anch’essi in aumento, fermo restando che in questo settore non saremo mai un porto di riferimento. Ma col miglioramento delle infrastrutture si potrà comunque fare meglio. Penso soprattutto alla specializzazione sui prodotti freschi e tra gli obiettivi c’è quello di diventare uno degli scali più importanti del Mediterraneo. Le rotte con Algeri, Tunisi, Marocco ed Egitto esistono e funzionano da duemila anni e così sarà anche fra altri mille. Si tratta solo di rilanciarli, considerando che l’Africa è il continente con le maggiori potenzialità di sviluppo”.
Ridurre la tassazione a carico degli armatori può essere un altro elemento di richiamo?
“Purtroppo no, quello strumento non possiamo permettercelo. Al mio arrivo, la situazione finanziaria dell’ente era drammatica. Il bilancio era stato bocciato dal Comitato di gestione e aveva il parere contrario dei revisori dei conti. Rimetterlo in sesto è stato un lavoro duro, ma ci siamo riusciti e senza fare macelleria sociale”.
Si spieghi meglio.
“La mia nomina ha evitato il commissariamento che avrebbe avuto conseguenze ben più pesanti sul piano economico e sociale. Io e la mia squadra ci siamo preoccupati di risolvere le vertenze aperte e salvare i posti di lavoro. Inoltre a fronte di uscite rigide, abbiamo operato tagli sostenibili, rilanciando nel contempo la politica delle entrate dell’Authority per rendere meno impattanti le spese. Ma ancora c’è tanto da fare”.
Cioè?
“Anche il bilancio 2023 sarà improntato al taglio delle spese e alla crescita delle entrate. Attueremo una riorganizzazione completa della macchina amministrativa dell’ente che porterà risparmi concreti. Ci saranno anche scelte dolorose, ma inevitabili visto che sono state rimandate per anni”.
E le osservazioni della Corte dei Conti sulle spese in eccesso del passato?
“Mi sono battuto fin dal primo giorno per eliminarle. Nell’ultimo documento mi si chiama in causa, sostenendo che avrei potuto fare di più. Non entro nel merito, visto che ho presentato le controdeduzioni e se ne discuterà nelle sedi debite, però mi chiedo che senso abbia il mio coinvolgimento, peraltro per una somma di 13 mila euro, e non quello di chi mi ha preceduto che non ha fatto nulla per risanare i conti”.
Gli altri obiettivi per il futuro: a che punto è il Marina Yachting?
“Ricordo che la conclusione della Conferenza dei servizi è in capo al Comune, ma da quel che so si attende una comunicazione del ministero della Cultura per chiudere la procedura. Per noi è un’opera fondamentale da diversi punti di vista: comporterà la completa valorizzazione del porto storico; lo sviluppo del turismo di élite; la creazione di molti posti di lavoro. Per ciò che concerne quest’ultimo punto, a Ventimiglia si è calcolato che la nuova Marina abbia garantito 1,6 nuovi impieghi diretti per ognuno dei 168 posti barca. Da noi i posti saranno circa 150, ma alcuni per panfili da 150 metri e per quelli l’esigenza di personale sia triplicata”.
Possibili anche prospettive per la cantieristica?
“E’ l’altro nostro obiettivo, vogliamo creare una filiera della cantieristica per queste barche di lusso”.
Del parco eolico offshore invece cosa pensa? è realizzabile?
“Non spetta a noi dare l’ok visto che è fuori dalla nostra giurisdizione, ma il progetto è interessante. Per quanto ci riguarda, siamo pronti a garantire i necessari spazi a terra, purché assicurino entrate congrue per il porto e non vadano a confliggere con l’ulteriore espansione dei traffici. Sono del favorevole alle nuove forme di energia green, ma occorre sempre tenere presente che serve la sostenibilità economica”.
Un ultimo aspetto, non meno importante: a che punto è l’istituzione della Zls, la Zona logistica speciale, strumento fondamentale per favorire gli investimenti nel porto di Civitavecchia e nei comuni a esso afferenti?
“La perimetrazione è stata approvata dalla Regione, poi il Governo ha chiesto delle modifiche. Ora si deve trovare un punto di caduta operativo e con celerità. Ritengo che i cambiamenti del trasporto marittimo nei prossimi dieci anni saranno epocali, perdere questo treno vorrebbe dire saltare una generazione e restare irrimediabilmente indietro. Spero davvero che si trovi una soluzione rapida per la Zls”.

Andrea Benedetti Michelangeli