Porto Storico in attesa, Cozzolino: “La gara per il Marina Yachting fu regolare. Occasione da non perdere per Civitavecchia”

All'epoca dei fatti alla presidenza della conferenza dei servizi c'era l'allora sindaco a 5 stelle. "Per l'espletamento di quella gara fummo particolarmente rigorosi e attenti. Non credo ci saranno particolari prescrizioni. Parliamo di tutto fuorchè di un'edificazione selvaggia. Il Roma Marina Yachting vinse anche perchè propose degli interventi significativi sulla darsena servizi"

Riqualificazione e sviluppo del Porto Storico, uno stallo che inquieta un intero territorio. La pandemia che non allenta la morsa neanche dopo la zona rossa, i turisti che sono diventati oramai dei fantasmi, la crisi che incombe come l’ombra di un gigante. Eppure avevamo almeno un motivo per sperare in un futuro un filo più roseo, un orizzonte a medio termine in grado di far immaginare una connotazione finalmente turistica di una città ancora in cerca di una sua identità ben definitiva. E invece siamo qui ad auspicare che la conferenza dei servizi, vero punto di partenza per il percorso che porterà allo sviluppo del Marina Yachting, venga calendarizzata a strettissimo giro di tempo. Di mezzo c’è ancora una volta la Soprintendenza, organo di controllo di cui a Civitavecchia, vuoi per il caso Fattori, vuoi per quello intricatissimo sui dehors, ne sentiamo parlare spesso. Sull’impasse legato al progetto però pesano come macigni anche i tanti ricorsi di chi a quella gara non ha tagliato il traguardo per primo. Da ricordare che il progetto che ha incassato il si, con selezione annunciata dal Comune il 28 marzo del 2019, è stato quello del “Roma Marina Yachting”. Le due società arrivate all’ultima selezione, ma uscite sconfitte dalla gara, invece corrispondono al nome di “Porto Storico di Civitavecchia” e “Naval Service”. All’epoca dei fatti alla presidenza della conferenza dei servizi c’era l’allora sindaco Antonio Cozzolino, a quanto pare tirato in ballo dai ricorrenti su una sua presunta convinzione, ora smentita seccamente. Ovvero sia che la concessione fosse stata assegnata ad un operatore predeterminato. “Nella maniera più assoluta – chiarisce l’ex primo cittadino a 5 stelle –. Convocato dalla Guardia di Finanza (dopo gli esposti di Porto Storico, ndc), poco tempo dopo la fine del mio mandato da sindaco, dissi che all’inizio della procedura c’era il rischio di un conflitto di interessi di una società partecipante. Poi quel conflitto di fatto venne cancellato perchè l’Autorità di Sistema Portuale cedette la sua quota di partecipazione. Tutto quà. Fra l’altro per l’espletamento di quella gara fummo particolarmente rigorosi e attenti”. Ora l’impasse crea diversi problemi perchè il progetto resta sostanzialmente congelato e chi ha ancora intenzione di investire sul territorio, ad un certo punto potrebbe anche perdere la pazienza e mollare gli ormeggi. “Sarebbe davvero un peccato se Civitavecchia perdesse quest’altra occasione – aggiunge Cozzolino -. La Soprintendenza? A mio avviso la conferenza dei servizi l’avrebbe dovuta convocare l’Autorità di Sistema Portuale, perchè si tratta di demanio marittimo. Ad ogni modo, avendo visto il progetto, non credo ci saranno particolari prescrizioni. Parliamo di tutto fuorchè di un’edificazione selvaggia, è un piano assolutamente discreto. Roma Marina Yachting vinse anche perchè propose degli interventi significativi sulla darsena servizi, con un’aggiunta. Qualora quei lavori nel frattempo li avesse terminati l’Authority, allora quei soldi sarebbero stati destinati comunque alla realizzazione o al completamento di altre opere. Un aspetto che, insieme ad altri, ha fatto la differenza nella selezione del progetto migliore da parte della conferenza dei servizi”.