Piscine e palestre, ripresa a step. Docce vietate e via libera agli allenamenti individuali

Il protocollo del CTS prevede che la distanza di base deve essere non inferiore a quella di 2 metri, mentre in acqua di 10

Continua il dibattito sulla possibile riaperture di impianti sportivi, nello specifico anche palestre e piscine. All’ordine del giorno le dinamiche di riapertura, previste per le prossime settimane. La data sulla carta rimane fissata a quella della scadenza del decreto del presidente del Consiglio, firmato dall’ex premier Giuseppe Conte il 16 gennaio e valido fino al 5 marzo, poi spetterà però al nuovo presidente Mario Draghi firmare un nuovo provvedimento, utile a sancire la riapertura con le nuove direttive del CTS.

Le zone. Le strutture rimarranno chiuse in zona rossa, mentre in quella arancione “sono consentite nelle palestre, piscine e tensostrutture le attività sportive di base individuali, anche acquatiche, e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto; sono inoltre consentiti gli allenamenti per le attività sportive di contatto e per gli sport di squadra esclusivamente se svolti in forma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento. Consentite le attività sportive e di danza indirizzata ai bambini in età scolare, in coerenza con l’apertura delle scuole”. In zona gialla saranno permessi anche “gli allenamenti per gli sport da contatto e di squadra dilettantistico e di base”.

Potrebbero riaprire anche le piscine

La distanza. Il protocollo del CTS prevede che la distanza di base deve essere non inferiore a quella di 2 metri, mentre in acqua di 10.

Le norme. Confermata l’importanza di sanificare ambienti e igienizzare i materiali utilizzati nelle strutture, mentre non ci si potrà docciare all’interno degli impianti.