Phase out, i Comuni del territorio fanno quadrato: “Subito il via libera alla dismissione di Tvn”

Una posizione unitaria per chiedere al Governo di sbloccare il futuro dell'ex centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord. È questo il messaggio emerso dalla seduta congiunta dei Consigli comunali di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano, riuniti il 31 luglio per approvare un ordine del giorno dedicato alle conseguenze del phase out di Enel e alle prospettive di riconversione del territorio

Una posizione unitaria per chiedere al Governo di sbloccare il futuro dell’ex centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord. È questo il messaggio emerso dalla seduta congiunta dei Consigli comunali di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano, riuniti il 31 luglio per approvare un ordine del giorno dedicato alle conseguenze del phase out di Enel e alle prospettive di riconversione del territorio.

L’atto prende le mosse dalla cessazione della produzione di energia elettrica a carbone, avvenuta il 31 dicembre 2025, e dalla successiva normativa nazionale che consente di mantenere gli impianti in una condizione di possibile riattivazione fino al 2038, esclusivamente per esigenze legate alla sicurezza energetica del Paese. Secondo i sei Comuni, tuttavia, questa prospettiva non può tradursi in un blocco permanente delle aree.

Per le amministrazioni locali il comprensorio deve chiudere definitivamente la stagione delle fonti fossili e avviare una nuova fase di sviluppo, puntando su logistica, energie rinnovabili, sistemi di accumulo, idrogeno verde e nuove attività produttive e tecnologiche, nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica. Una trasformazione ritenuta necessaria dopo decenni durante i quali il territorio ha sostenuto il peso ambientale e sanitario della produzione termoelettrica.

Nel documento viene inoltre richiamata la lettera inviata il 30 giugno scorso dai sindaci a Enel Produzione, nella quale veniva chiesta l’apertura di un tavolo istituzionale per affrontare sia il futuro industriale delle aree sia le ricadute economiche sui Comuni, che rischiano di perdere importanti risorse legate alla presenza della centrale.

La risposta della società, arrivata a metà luglio, viene giudicata insufficiente. Enel avrebbe infatti ribadito che la centrale, pur non essendo più esercibile, non può essere formalmente dismessa senza il nulla osta ministeriale alla messa fuori servizio e avrebbe confermato la prosecuzione delle attività di conservazione e messa in sicurezza dell’impianto. Inoltre avrebbe dichiarato superati gli impegni economici previsti dalla convenzione del 2008 con il Comune di Civitavecchia, posizione che i sei Consigli comunali contestano apertamente.

Per i Comuni il permanere dell’attuale situazione rappresenta uno stallo che danneggia il territorio. Da un lato la centrale non produce più energia e, secondo quanto affermato dalla stessa Enel, non è utilizzabile; dall’altro le aree restano indisponibili, impedendo qualsiasi programmazione industriale, urbanistica e occupazionale. Una condizione che, secondo gli amministratori, scoraggia nuovi investimenti e rallenta ogni ipotesi di riconversione economica.

Ampio spazio viene dedicato anche agli aspetti ambientali. I Consigli comunali chiedono che le future operazioni di smantellamento siano accompagnate da un piano trasparente per la gestione di rifiuti, polveri e acque di cantiere, sottoposto ai controlli degli enti competenti e condiviso con le comunità locali. Viene inoltre ribadita la necessità di garantire continuità all’Osservatorio Ambientale e di consentire ai tecnici incaricati dai Comuni di affiancare gli ispettori durante i controlli sull’impianto.

Preoccupano anche gli effetti sui bilanci comunali. La cessazione dei contributi riconosciuti negli anni da Enel, insieme alle risorse destinate all’Osservatorio Ambientale, potrebbe infatti creare difficoltà finanziarie soprattutto agli enti di minori dimensioni. Per questo i sei Comuni propongono una nuova convenzione di phase out che accompagni gradualmente la transizione fino al 2038, con risorse decrescenti nel tempo, così da consentire agli enti locali di assorbire progressivamente la riduzione delle entrate senza compromettere i servizi ai cittadini.

Con l’ordine del giorno approvato, i sei Consigli comunali chiedono formalmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di definire in tempi certi il procedimento per il rilascio del nulla osta alla messa fuori servizio di Torrevaldaliga Nord, ritenuto indispensabile per liberare le aree e consentire l’avvio di concreti progetti di riconversione.

L’atto conferisce inoltre un mandato unitario ai sindaci affinché rappresentino il territorio nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei ministeri competenti, della Regione Lazio e degli altri enti coinvolti, con l’obiettivo di accelerare il percorso verso una nuova fase di sviluppo economico e occupazionale per l’intero comprensorio.

“Enel liquida decenni di presenza sul nostro territorio come una partita amministrativa ormai chiusa, e questo noi non lo accettiamo — dichiara il sindaco Marco Piendibene —. L’impianto non produce e non può produrre, eppure resta lì: non viene restituito, non viene bonificato, non viene smantellato. Enel vuole il vantaggio di andarsene senza la responsabilità di restituire ciò che ha usato, e preferisce lo stallo perché in quello stallo abbandona i Comuni. Il conto, intanto, lo pagano i cittadini: per Civitavecchia parliamo di quasi sette milioni su un bilancio di settanta, che significano addizionale IRPEF, meno servizi sociali, il rischio di spegnere l’Osservatorio Ambientale proprio ora che il controllo serve di più. Per questo chiediamo con chiarezza le condizioni per costruire il nostro futuro — logistica, rinnovabili, sistemi di accumulo, idrogeno verde — e allo Stato chiediamo soltanto tempi certi per sbloccare uno stallo che questo territorio non ha scelto. Non è una questione di colore politico: è una questione di dignità di un territorio che ha dato moltissimo e chiede oggi soltanto di essere messo nelle condizioni di costruire il proprio futuro”.