Phase out dal carbone, segnali negativi. Mari: “Enel non pervenuta al confronto in Regione”

"L’attenzione della Pisana sul quadrante nord è altissima, incalzeremo Enel affinché dia risposte concrete e tangibili in tempi brevi, ne va della tenuta del sistema economico di tutto il Lazio” , afferma il consigliere regionale di FdI Emanuela Mari

È durato quasi tre ore il confronto serrato tra Enel e le parti sociali, economiche e politiche coinvolte nella fase della decarbonizzazione della Centrale di Torrevaldaliga Nord che si è svolto ieri pomeriggio in Consiglio Regionale alla presenza del vicepresidente e assessore allo Sviluppo Roberta Angelilli. Nel corso dell’audizione congiunta tra la II Commissione “Affari europei e internazionali” e la XI Commissione “Sviluppo economico e attività produttive presiedute rispettivamente da Emanuela Mari e Enrico Tiero è emersa la volontà comune di accelerare a tutti i livelli istituzionali le iniziative per stimolare la messa a terra di progetti che diano gambe al processo di trasformazione economica del territorio nord del Lazio senza affidarsi esclusivamente all’Enel che, purtroppo, dà indicazioni piuttosto vaghe e generiche sul post carbone. Si attendevano infatti risposte chiare da Enel, obiettivi condivisi con e per il territorio, l’audizione arrivava proprio dopo la presentazione del piano industriale dell’azienda che prevede 12 miliardi di investimenti nelle rinnovabili, ma nessun accenno ai progetti sull’area di Civitavecchia che è stata gravata da una servitù energetica durata 80 anni. “Chiediamo riscontri precisi, se come e quando ci sarà la demolizione del sito, cosa va demolito, cosa va bonificato – commenta il Presidente Mari –, tutto ciò non è emerso, sono delusa, perché il territorio aspettava risposte che non sono al momento pervenute. Coordinandomi con l’assessore Angelilli chiederò un nuovo incontro ai vertici Enel che dovranno fornire in quella sede risposte esaustive ad un territorio che merita di essere considerato. Ritengo significativa invece la presa d’atto da parte di tutti che il phase out avrà un impatto enorme non solo sul sistema economico e sociale del comprensorio di Civitavecchia, ma di tutta la Regione Lazio e la convergenza sull’opportunità di coinvolgere altri attori nel processo di transizione energetica quali Snam, Eni, Italgas in particolare sulla ricerca e produzione di idrogeno”. Molto apprezzato da tutti i partecipanti al tavolo l’impegno della vicepresidente della Regione Roberta Angelilli per rilanciare l’iter di istituzione della Zona Logistica Semplificata che in precedenza aveva subito uno stop in quanto la proposta della ex Giunta Zingaretti era stata considerata irricevibile e non rispondente ai requisiti di legge dal Ministero della Coesione.Accolta invece con perplessità da varie parti la proposta di richiedere il riconoscimento del territorio di Civitavecchia quale “Area di crisi industriale complessa” avanzata dalle organizzazioni sindacali. In vista dell’appuntamento a gennaio del “Tavolo interministeriale”, costituito per merito del deputato Alessandro Battilocchio, in Regione dalla prossima settimana verranno convocati dei “tavoli tecnici” per definire proposte quanto più concrete e positive per raggiungere l’obiettivo di dare una svolta al territorio e a tutto il Lazio.