“Per il post carbone servono un’azione politica forte e garanzie occupazionali immediate”

Uno dei temi cruciali della campagna elettorale a Civitavecchia e il futuro di Tvn. Ne parla Claudio La Camera, esponente di Fratelli d'Italia

Mancano poco più di due mesi alle elezioni comunali, ma ancora un anno e mezzo abbondante allo spegnimento della centrale a carbone. Uno dei temi cruciali della campagna elettorale a Civitavecchia. Di questo ed altro abbiamo parlato con Claudio La Camera, esponente di Fratelli d’Italia.

Cosa ne pensa dello stallo sul fronte della transizione energetica?
“Credo che i processi vadano governati, che è necessaria un’azione politica forte. La chiusura della centrale è già decisa, ma resta da capire cosa succederà dopo, visto che Enel sull’argomento non si è ancora sbottonata. Bisogna portare l’azienda energetica a scoprire le carte il più in fretta possibile”.

Anche e soprattutto perché si profila un possibile “tsunami occupazione”. Il lavoro sarà la criticità più significativa?
“Direi proprio di si, visti i numeri fra occupazione diretta e indotto. Siamo in ritardo da questo punto di vista, servono delle garanzie per chi adesso teme di perdere il posto di lavoro domani”.

Le ipotesi di progetti energetici alternativi sono molteplici. Quale la convince di più?
“Il piano di realizzazione dell’eolico offshore per esempio. Ma anche qui, va bene parlarne, aprire dibattiti, tavoli, organizzare dei convegni. Le cose poi vanno fatte, messe in pratica. È questo quello che fino ad ora è mancato, e credo sia l’aspetto cruciale. Come per la banchina container, un progetto che non è mai decollato. Ci vuole un approccio decisionale, parlarne senza concretezza non è sufficiente”.

Con l’addio al fossile Civitavecchia può svoltare sul fronte del turismo?
“Assolutamente si, ma serve una maggiore pianificazione e un’organizzazione più efficace. Ci sono servizi da potenziare assolutamente, associazioni, come ad esempio la Pro Loco, che vanno sostenute. Faccio un esempio, l’ultima iniziativa dedicata ai fiori è stata molto interessante ma andava pubblicizzata di più. Non ci si può basare solo ed esclusivamente sul volontariato”.