“Pendolari contro crocieristi: il problema dei bagagli”

"Ogni giorno lungo tutta la linea ferroviaria FL5 che collega Civitavecchia a Roma, si assiste a uno spettacolo ormai abituale: treni regionali sovraffollati, pendolari esasperati e carrozze letteralmente invase da turisti appena sbarcati dalle navi da crociera, con almeno un voluminoso bagaglio al seguito, posizionato sul sedile accanto", afferma Ivan Magrì

Riceviamo e pubblichiamo. Ogni giorno lungo tutta la linea ferroviaria FL5 che collega Civitavecchia a Roma, si assiste a uno spettacolo ormai abituale: treni regionali sovraffollati, pendolari esasperati e carrozze letteralmente invase da turisti appena sbarcati dalle navi da crociera, con almeno un voluminoso bagaglio al seguito, posizionato sul sedile accanto. Per chi sale dopo Santa Marinella trovare posto è una impresa.
E’ Un problema strutturale che si trascina da anni, senza che nessuno, né Trenitalia né la Regione Lazio, sia riuscito a dare risposte concrete. La convivenza forzata tra chi prende il treno ogni giorno per lavoro e chi arriva da una crociera dopo giorni di relax si fa sempre più difficile. Il nodo, in particolare, è la gestione dei bagagli.
I Treni non sono attrezzati per il trasporto bagagli separato dal passeggero, (anche in virtù di Regolamenti europei sulla sicurezza). Manca qualsiasi spazio dedicato, e le valigie vengono sistemate ovunque: nei corridoi, sui sedili, nei pressi delle porte, intralciando il passaggio e causando disagi continui. Il risultato? Un’esperienza di viaggio frustrante per tutti.
C’è poi un fattore psicologico da non sottovalutare: molti turisti sono riluttanti a separarsi fisicamente dalle proprie valigie, che spesso contengono oggetti di valore. Una diffidenza legittima.
Da anni si moltiplicano incontri, tavoli tecnici e appelli da parte dei comitati dei pendolari. Ma finora nulla è cambiato. L’idea di aumentare i treni o aggiungere carrozze è stata più volte avanzata, ma non basta: serve una gestione integrata tra porto e trasporto ferroviario, cosa che attualmente manca del tutto.
Anche Roma Cruise Terminal, società che gestisce l’approdo delle navi a Civitavecchia, sembra ignorare il problema. Il suo compito, di fatto, si conclude una volta che il passeggero esce dalla stazione marittima. Da lì in poi, caos totale: segnaletica assente, connessione internet scarsa o nulla, mancanza di indicazioni chiare per raggiungere i mezzi di tarporto. Intanto, centinaia di NCC (noleggi con conducente) invadono l’area portuale, bloccando la viabilità cittadina. Un accesso al porto pagato profumatamente al terminal crociere, ma che non porta alcun beneficio alla collettività.
Eppure, una soluzione c’è. Un’idea concreta: il bagaglio viaggia da solo. E funziona già in diversi aeroporti e porti internazionali: si chiama servizio di spedizione bagagli tracciato, dalla nave direttamente verso le principali destinazioni, come Roma Termini, Tiburtina o l’aeroporto di Fiumicino.
Negli scali più avanzati, sistemi di intelligenza artificiale e tracciamento RFID permettono di localizzare in tempo reale i bagagli. Si possono anche aggiungere dispositivi Bluetooth o GPS per controllare la posizione della valigia in ogni istante. E’ quello già offerto da molte compagnie aeree e da aziende di logistica internazionale.
Cosa servirebbe per partire?
Basterebbe un accordo tra operatori portuali (imprese come la CILP), Grandi Stazioni spa e ADR spa (Aeroporti di Roma) per attivare un sistema logistico-tecnologico efficiente e sicuro. Il tutto supportato da una semplice app, in grado di informare il crocierista sullo stato del proprio bagaglio, come avviene già con le spedizioni su piattaforme come AliExpress o Amazon.
Il costo? Una tariffa tra i 12 e i 15 euro a collo, facilmente sostenibile per chi ha appena terminato una crociera da migliaia di euro. E i vantaggi sarebbero enormi: meno affollamento sui treni, più comfort per i pendolari, nuove opportunità di lavoro nel territorio e un servizio moderno per i turisti.
A Civitavecchia si raccolgono briciole, quando si potrebbero raccogliere risultati economici veri. Con milioni di crocieristi ogni anno, Civitavecchia è uno degli scali turistici più importanti del Mediterraneo. Eppure, l’indotto legato alla gestione dei bagagli è pari a zero. Un’occasione persa, che potrebbe invece trasformarsi in una miniera d’oro per l’economia locale.
Mentre il dibattito politico si arena tra rimpalli di responsabilità, serve un cambio di passo: visione imprenditoriale, investimenti in tecnologie digitali e una rete di collaborazione tra pubblico e privato. Solo così si potrà trasformare un problema quotidiano in un’opportunità concreta per il territorio e per chi lo vive ogni giorno. Ivan Magrì, ex candidato al consiglio comunale.