Passa la modifica del regolamento sull’accesso agli atti, Cozzolino: “Irricevibile, prendo le distanze dal M5S”

Via libera al nuovo regolamento per la disciplina del diritto di accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni. L'ex sindaco: "Quando ero sindaco non mi è mai passato per la testa di limitare l'accesso agli atti. Noi eravamo per la trasparenza"

Via libera al nuovo regolamento per la disciplina del diritto di accesso ai documenti, ai dati e alle informazioni. Il passaggio è avvenuto oggi in consiglio comunale, non senza polemiche e attacchi dell’opposizione. Un provvedimento che è stato modificato da un emendamento presentato dal Movimento 5 stelle, “utile” a ridurre i tempi per l’accesso dei consiglieri agli atti da 15 giorni, prorogabili di altri 15 a 10 giorni lavorativi, prorogabili di 5. Un “boccone amaro” ingoiato comunque dai pentastellati (e da Avs), con lo stesso consigliere comunale Dario Menditto che ha ammesso di non affatto gradire il provvedimento. Ma chi è addirittura furioso di questo passaggio è l’ex sindaco Antonio Cozzolino, già critico in passato su altri temi, ad esempio l’abbattimento degli alberi al Mercato e sull’introduzione delle eco-stazioni. Stavolta però l’ex primo cittadino è ancora più netto: “Prendo assolutamente le distanze dal gruppo del Movimento 5 stelle che ha approvato una cosa irricevibile. Quando ero sindaco non mi è mai passato per la testa di limitare l’accesso agli atti. Noi eravamo per la trasparenza, non capisco che bisogno di c’era di approvare questo atto, che non sarebbe mai dovuto approdare nemmeno in commissione. A mio modo di vedere è successa una cosa molto grave, e non è la prima”. L’ex sindaco ha rincarato la dose sui social: “Mi dispiace sinceramente che i componenti del nostro gruppo consiliare si siano fatti dettare i tempi e le decisioni da qualcun altro nel votare un atto assolutamente irricevibile. E purtroppo, diciamocelo, non è la prima volta. Prendo convintamente le distanze da quanto successo oggi e che spero non si ripeta. Non per me che sono nessuno. Ma per rispetto nei confronti delle persone che ci hanno votati e che ci siamo proposti di rappresentare con un programma ben preciso e che non contempla atti del genere. Mi si dirà che in coalizione bisogna scendere a compromessi, e – a prescindere da quello che può sostenere qualcuno – dato che non sono un talebano, è un fatto che posso accettare. Ma non si può andare al compromesso su tutto. Mi ripeto: l’abbiamo fatto oggi e purtroppo l’abbiamo fatto in passato. Non va bene. Che si cambi registro”.