Pas, Moscherini ribadisce: “La sicurezza pubblica non va in cassa integrazione”

"Come dimostra quanto accaduto alla banchina 23, la mancata garanzia integrale dei servizi di sicurezza può coinvolgere direttamente la responsabilità del “socio unico “…. Pubblico e dunque quella personale del presidente e del segretario generale dell’Autorità portuale"

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“Mi ero già espresso contro la cassa integrazione dei dipendenti della società PAS, perché, paradossalmente, c’è più bisogno di attività a garanzia della sicurezza portuale quando si vivono situazioni come quella che stiamo vivendo per effetto dalle conseguenze derivanti dal diffondersi del coronavirus, di quanto sia necessario nella gestione ordinaria del porto”. Torna ad intervenire Gianni Moscherini, ex presidente dell’Autorità Portuale, sul momento di crisi dello scalo marittimo. “Il fatto che si è verificato qualche giorno fa alla banchina 23 lasciata incustodita e rilevata dalla sindacalista Fabiana Attig sulla stampa locale, mi spinge a scrivere un breve comunicato di consenso all’azione delle organizzazioni sindacali che pare si stiano rifiutando di firmare per la cassa integrazione dei dipendenti della PAS. Mi sono andato a rileggere lo statuto della stessa società dove la presenza di un unico socio (100 % 100 delle azioni), è motivata e così recita: “… l’articolazione organizzativa della PAS è per l’espletamento dei servizi di sicurezza nei porti e nelle aree di propria giurisdizione. L’ Autorità di sistema esercita sulla società un “controllo analogo “a quello che la stessa Autorità esercita sui propri uffici e servizi, indirizzandone e verificandone la gestione con le modalità previste dalla legge e dal presente statuto“. Nell’articolo 4 (oggetto sociale) dello statuto si afferma, poi, che: “la società ha “per oggetto esclusivi “lo svolgimento, “ per conto del socio unico“ dei sevizi di sicurezza per i quali all’Autorità sia attribuita specifica competenza, non che lo svolgimento dei medesimi servizi, erogati dietro corrispettivo economico sul mercato (esempio: aree pubbliche affidate in concessione a soggetti privati in possesso degli articoli 16 e 18 della legge ). Quanto fin qui richiamato mostra chiaramente che la sicurezza pubblica non ….“va in cassa integrazione”. Anzi come dimostra quanto accaduto alla banchina 23, la mancata garanzia integrale dei servizi di sicurezza può coinvolgere direttamente la responsabilità del “socio unico “…. Pubblico e dunque quella personale del presidente e del segretario generale dell’Autorità portuale nonché se condivisa con la stessa autorità forse anche la responsabilità del comandante del porto. Le altre società di servizio generale non hanno, come nel caso della PAS, un unico proprietario socio pubblico ma una quota societaria pubblica assolutamente minoritaria poiché tra i servizi da esse resi non compare la sicurezza né come compito delegato dall’ autorità portuale né, ancor meno, “come compito esclusivo“. Non sarebbe male se, invece, sotto la direzione della Capitaneria di porto si organizzassero corsi di formazione dei dipendenti PAS per renderli più idonei ai nuovi problemi organizzativi della sicurezza che derivano dalla pandemia in corso”.