“Pas, il passato insegna. Ora non torniamoci”

Lettera aperta di un dipendente della azienda che si occupa della sicurezza in Porto

Riceviamo e pubblichiamo. Mentre cadono rovinosamente gli imperi della Vigilanza, è notizia dell’ultima ora che la Mondialpol ha seguito la Sicuritalia (settore fiduciario-non armato) nei commissariamenti a causa dello sfruttamento dei lavoratori, il silenzio assordante proveniente dall’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale spinge la Pas e i suoi dipendenti sempre più verso la privatizzazione. Tutto ciò a spese dell’attuale società, a fronte di un utile di 180000 euro nell’ultimo bilancio, del ‘non a scopo di lucro’ della  stessa e dulcis in fondo, se così sarà, con il primato di essere la prima società in house privatizzata con una carenza di personale conclamata e  quantificabile in almeno 15 unità, e sul mercato per i costi. Assurdo.

Una storia triste e infinita nei suoi dieci anni di attività, culminata  nell’assurdo evolversi qualche giorno fa nel Consiglio Comunale, quando il Presidente Musolino ha espresso la volontà come Adsp  di chiudere la Pas per tornare al privato a causa delle spese da sostenere per il mantenimento in vita, ma successivamente si scriverà altro.
Oltre tutto ciò è avvenuto senza la possibilità di un dibattito nel momento in cui, con l’infelice espressione che il futuro di 60 famiglie sarà nel “non potersi più divertire con il privato”, il personale presente non ha avuto la possibilità di ribattere perché fuori luogo, visto il tono e la realtà vissuta davvero.

Togliendo i primi sei anni (grazie ai quali si potrebbe scrivere un libro), la realtà è che i suoi dipendenti non hanno riso  nella Pandemia mondiale, affrontata nel periodo clou del lockdown con misure di sicurezza inesistenti, o quando è stata imposta la CIG, non firmata dai sindacati perche improponibile vista la cronica mancanza di personale e l’imminente inizio dell’estate senza personale, (tra l’altro effettuata con meno di 10 ore procapite a carico dello stato), o quando con l’avvento del presidente  Musolino gli sono stati tolti quasi 200 euro dalla busta paga,  utilizzati oltre che per ammorbidire le  spese dell’ente sulla società in house anche per coprire le buonuscite a 5 zeri dei dirigenti (ndr con stipendi contrattualizzati dall’Adsp a suo tempo, reputati poi troppo onerosi).  Non regge quando si dice che  “è stata salvata la Pas”, perché conti alla mano e sudore nel gestire 1200 euro di stipendio in fondo le Gpg stesse  hanno fatto il salvataggio, cosi come  quando viene detto che costa troppo, perché  è difficile spendere meno visto che non si hanno profitti, e con prezzi concorrenziali è sul mercato a pieno titolo. Serviva un dibattito aperto perche da 10 estati,  in mancanza di personale, vengono  coperti i servizi con deroghe a un Ccnl da quarto mondo e a spese della salute dei dipendenti viste le condizioni ambientali e gli orari fatti.
Soprattutto, dulcis in fondo, perché è difficile  ridere con 21000 euro lordi annuali, anzi ci sarebbe da piangere.

Se da una parte il diniego a tale scelta ha avuto protagonisti nella risposta, nella stessa Assise, i Consiglieri D’Anto’, Lucernoni, Attig e Mari, dello stesso sindacato Usb promotore del Sit-in in tale data, delle agenzie nazionali Ansa e Rai News che hanno divulgato la notizia riportando i comunicati Usb, senza dimenticare Unione Popolare – Potere al Popolo che è entrata nel dettaglio con un proprio comunicato stampa, va rimarcato che ora tutto si sposterà su due fronti: al 1 Agosto quando è fissato l’incontro con i sindacati, e alla richiesta formalmente inviata al ministro Salvini per un tavolo aperto sulla questione.

Sarebbe comunque da ipocriti non dire che l’AdSP ha portato la Pas al rientro nel mercato a pieno titolo. Soprattutto negli ultimi anni dopo aver cancellato le difficoltà iniziali di gestione, (folli sono stati alcuni stipendi amministrativi, consulenze o spese di gestione, in cui però non va mai dimenticato che sono stati contrattati e stabiliti  dall’ente stesso alla nascita), con la completa “libertà” arrivata dopo che si è ammarata l’ultima “zavorra” economica, con la restrizione a due sole unità in ufficio, fondamentali per portare avanti tutto ciò che riguarda una società, senza dimenticare l’accorpamento della figura del DT con quella di comandante  negli ultimi anni.
Se nel costo di gestione passato andava inserito anche l’aspetto fuori mercato e non operativo di una parte amministrativa, alcuni a cinque zeri comprese le buonoscite sulle spalle dei lavoratori e del loro lavoro,  il costo nel calcolo globale lievitava a dismisura attestandosi, circa, intorno ai 26/27 euro. Fuori mercato quindi.  Quello che è oggi invece, dopo liquidazioni (sempre scelta strategica dell’Adsp) e spese extra messe a bilancio e sostenute negli ultimi due, direi dal bilancio  2023 in poi se ne vedranno le conseguenze, è una società che rispecchia pienamente il mercato con una tariffa oraria di 20-22 euro, per di più in linea con la maggior parte delle portualità italiane (se non inferiore in alcuni casi).
Ulteriormente al ribasso  se gli fosse permesso di assumere il personale mancante (15 gpg piano prospettico dell’attuale amministratore per il biennio 2023/2025), in modo da bilanciare le ore di servizio richieste dall’ente su più unità disponibili e poter abbattere massicciamente il costo orario.

Concludendo e tornamdo al commissariamento di Mondialpol e Sicuritalia, in modo da chiudere il discorso,  c’è da chiedersi due cose. La prima, visto quanto si sta muovendo per 60 famiglie, se due colossi della vigilanza privata operano così, costruiscono i loro imperi in tal modo, cosa potrebbe avvenire nei piani sottostanti della struttura piramidale del sistema “vigilanza privata”?!.
La seconda nel  caso di  PAS, in fondo, cosa spinge un ente statale (AdSP) ad abbandonare una società in house senza scopo di lucro (direttamente controllata, sul mercato per i prezzi e con un positivo in bilancio) per un ritorno al passato (settore privato) definito a suo tempo fallimentare e senza dignità per gli stessi lavoratori?

Presidente, ci creda, dovrebbe fare per sette giorni la nostra vita, apprendere tante altre cose della Pas oltre ai numeri, e poi capirebbe che è la stessa impuntatura, motivazione,  che dieci anni fa ha mandato via il privato per una società in house. Sappia che il passato è l’unica verità, cosi come i processi da Lei menzionati che non solo noi portiamo sulle “spalle” e dove, come sa,  solo la sentenza definitiva ci dirà la verità.

Abbia il coraggio di prendere in mano la situazione, anche drasticamente e non solo per partito preso, cambiando “qualche testa” se necessario.

Maurizio Spreghini dipendente PAS