Osservatorio ambientale, parla una candidata scartata: “Avviso pubblico come foglia di fico”

Lucia Bartolini è intervistata da Giampiero Romiti: "L’ingegnosa amministrazione ha avuto il colpo di genio di subordinare il giudizio di idoneità professionale al requisito principale della fiducia personale, trasformando l’istituto dell’avviso pubblico in una assai poco riguardosa foglia di fico di scelte che, tra l’altro, solerti organi di stampa hanno pure comunicato con largo anticipo"

PREMESSA: la presente intervista nasce di fatto dai numerosi messaggi inviatici, relativi al recente “pezzo” riguardante la selezione dell’Osservatorio Ambientale e al “passaggio” sullo screzio tra sindaco ed uno dei candidati alla massima carica di direttore dell’importante struttura. Questa la richiesta: chi è stato il protagonista della singolare e imprevedibile situazione ? Di lì è scattata la nostra ricerca e, una volta avvenuta, abbiamo chiesto a suddetto candidato, che per la precisione trattasi di candidata, il permesso di usare nome e cognome. Permesso ottenuto et voilà svelato l’arcano: la protagonista del vivace scambio con il Primo Cittadino è stata la signora Lucia Bartolini. E con lei ci siamo così intrattenuti.

Bartolini, teneva particolarmente all’alto incarico dell’OA?

Ho risposto all’avviso pubblico per l’Osservatorio, così come avevo risposto a quello per la nomina del rappresentante comunale nell’ADSP”

E, tanto per cambiare, le è andata male anche stavolta.

Vero. Vorrei comunque precisare che ho presentato la domanda non perché mi piacciono le missioni impossibili, ma perché per certi versi considero doveroso metterci la faccia quando si ritiene di poter offrire un contributo alla città, non solo quando si ha la certezza dell’esito. D’altra parte se un’amministrazione comunale lancia una pubblica selezione è legittimo credere che intenda adottare un criterio di valutazione oggettiva dei titoli richiesti; altrimenti, se il parametro determinante deve essere quello <fiduciario>, correttezza vorrebbe che si procedesse per nomina diretta”.

Già. Lei ci ha messo la faccia, sottovalutando ingenuamente come e in che modo potessero o dovessero farlo i suoi esaminatori. Capita l’antifona?

Non ci vuole molto. E difatti l’ingegnosa amministrazione ha avuto il colpo di genio di combinare le due cose, subordinando il giudizio di idoneità professionale al requisito principale della fiducia personale (o simpatia, o empatia, o affinità, o vincolo di maggioranza, o come dir si voglia, trattandosi di un campo del tutto aleatorio e soggettivo), trasformando l’istituto dell’avviso pubblico, per sua natura garanzia di trasparenza, in una assai poco riguardosa foglia di fico di scelte che, tra l’altro, solerti organi di stampa hanno pure comunicato con largo anticipo sulla chiusura della selezione”.

Si sente presa per i fondelli?

Premesso che personalmente sono stata invitata a colloquio il 18 marzo, stesso giorno in cui su alcuni siti telematici compariva già nome e data di investitura del prescelto, visto che nessuna congiuntura politica può autorizzare a prendersi gioco dei cittadini, me compresa, mi sono recata all’incontro chiedendo che la decantata fiducia fosse reciproca”.

Quale la sua domanda?

Se quanto uscito sulla stampa con dovizia di particolari corrispondesse al vero e perché non fosse stato smentito, suggerendo pure ciò che in questi casi normalmente ci si aspetta: lo stralcio della candidatura rivelata”.

Ivano Iacomelli indigesto ?

Manco per idea, non so nemmeno chi sia e pertanto nulla di personale naturalmente, anzi, ma se di avviso pubblico si parla, che avviso pubblico sia”.

S’è trovata davanti a sindaco e vice, mica a <er poro asciugamano> e a <er zero spaccato>…

Devo dire che ho registrato una poco autorevole agitazione, non tanto nell’inespressivo Magliani, che continuava a ripetere che hanno l’obbligo di fare un bando (peggiorando la possibile situazione), quanto nella multicolore e pure un po’ stupita espressione del sindaco Tedesco che, con garbo piuttosto stentato, ha repentinamente posto fine al colloquio”.

Delusione cocente?

Certo. Ed essenzialmente perché tutto si è svolto come da copione, anzi da articolo di giornale. Ovvero nel consueto ermetico silenzio dell’opposizione consiliare e, sorprendentemente, anche dei vari comitati paladini dell’ambiente. Eppure è evidente che la partita in gioco non è un singolo incarico, ma un sistema di governo che tra un rimpasto e l’altro, tra un equilibrismo e l’altro, ha completato il passaggio dalla bella città d’incanto alla montagna del sapone”.

Pensa di ricorrere contro la decisione presa dell’establishment del Pincio?

Proprio per quello che ho detto poco fa, non ci penso per niente. Come non ci ho pensato per il precedente avviso sul porto, di cui pure si dovrà parlare prima o poi”.

Però gli aspetti amministrativi da approfondire non mancano di certo e sono tutta materia di consiglio comunale. Le pare?

Sicuro. E allora sia l’opposizione consiliare a stupirci: presentino formale richiesta di chiarimenti alla presidente del consiglio e al segretario generale su tutti gli aspetti che hanno riguardato lo svolgimento dell’avviso pubblico. Nelle more della dovuta risposta, chiedano la sospensione dell’incarico conferito e sottopongano al vaglio delle autorità competenti l’esposizione dei fatti per come si sono svolti”.

E se non si sentirà volare una mosca?

Allora Pd, M5S, FdI, La Svolta e Tarantino provino a spiegare perché non si pronunciano. Sarebbe già qualcosa”.

G. Rom