Omicidio Vannini, il caso protagonista ad “Accordi&Disaccordi” e “Quarto grado”

Sul Nove ospite la mamma Marina Conte e il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Su Rete4 interviste allo zio di Marco e all'avvocato Messina

La mamma di Marco Vannini, Marina Conte

Dopo le parole durissime del Ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso legato all’omicidio controverso di Marco Vannini ieri sera si è pronunciato anche il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Ma andiamo per gradi perchè la vicenda sta tenendo ancora inevitabilmente banco, “colpa” di una sentenza che indigna e di un ricorso, quello dei legali della difesa per ridurre la pena ad Antonio Ciontoli (ora fissata a 5 anni) che lascia a bocca aperta. Ieri se ne è parlato in due trasmissioni molto popolari, sul Nove con “Accordi&Disaccordi”, il salotto dove si analizza l’attualità condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi e su Rete4 con “Quarto grado”, appuntamento settimanale dedicato all’approfondimento dei casi di cronaca più spinosi, presentato da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero. Nel primo caso l’ospite della trasmissione è stata la mamma di Marco, Marina Conte: “Pretendo giustizia, fino ad ora mi sono sentita presa in giro”, ha ribadito. Poi c’è stato l’intervento telefonico del Ministro Trenta: “E’ una storia incredibile e la richiesta di riduzione della pena è assurda. Ho sentito nel servizio de “le Iene” che c’è un Brigadiere che vorrebbe parlare. Ho provato invano a contattarlo. Che lo facciano tutti quelli che sanno qualcosa. E’ una vicenda che indigna perchè Marco è come se fosse il figlio di tutti noi”. A Quarto grado ospite lo zio di Marco, Roberto Carlini: “Marco e Martina avevano litigato qualche giorno prima del fatto – ha raccontato -. Lui mi aveva chiesto aiuto per dei concorsi, prima lo aveva fatto con Antonio Ciontoli, ma la sensazione che aveva è che lo volesse in qualche modo boicottare. Lo avesse superato sarebbe dovuto andare via per tanto tempo e la fidanzata Marina non voleva”. Durante la trasmissione è stato sentito anche l’avvocato della difesa Pietro Messina: “La Cassazione farà giustizia. Dal nostro canto dobbiamo ottenere il massimo per il nostro assistito. Antonio Ciontoli ha sbagliato ma ha il diritto di essere reinserito nella società civile”.