Omicidio Roversi, la famiglia organizza una fiaccolata in suo ricordo

Il corteo partirà alle 21,15 da piazza Giovanni XXIII a San Gordiano, percorrerà alcune vie del quartiere San Gordiano e poi farà ritorno nella stessa piazza

La sede del Tribunale

Il prossimo 2 agosto si terrà una fiaccolata in ricordo di Crsitiana Roversi, la donna di 55 anni uccisa dal figlio, Valerio Marras, che l’ha colpita con una serie di coltellate al termine di una lite furibonda avvenuta in una casa alla periferia di Civitavecchia in zona Braccianese Claudia. Il corteo partirà alle 21,15 da piazza Giovanni XXIII a San Gordiano, percorrerà alcune vie del quartiere San Gordiano e poi farà ritorno nella stessa piazza. Intanto però emergono altri particolari sulla vicenda. Tra queste c’è il fatto relativo all’allarme lanciato nelle settimane precedenti l’omicidio dalla stessa donna, che più volte si era recata alla polizia affermando che il figlio stava diventando sempre più violento nei suoi confronti, anche se non aveva mai voluto formalizzare la denuncia. Sembra però che, anche in assenza di una denuncia ufficiale, il commissariato di viale della Vittoria abbia comunque sempre informato la Procura di quanto affermava Cristiana Roversi. Inoltre Valerio Marras è stato trasferito al carcere di Rebibbia. Alcuni giorni fa il trentenne omicida ha lasciato il carcere di Civitavecchia, a quanto pare per una questione legata alla sua stessa sicurezza all’interno del penitenziario cittadino. Il trasferimento sarebbe avvenuto anche perché la struttura romana sarebbe dotata di un reparto più consono ad ospitare persone che hanno problemi di carattere psichico. Infine il prossimo 30 luglio inizierà la perizia psichitarica su Marras, voluta dal pm Delio Spagnolo. Il consulente dovrà stabilire da un lato se Marras fosse capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio, in secondo luogo se le sue condizioni fossero peggiorate dopo che gli era stata cambiata la cura farmacologica a cui era sottoposto da circa 10 anni. La Procura infatti sembra intenzionata a verificare se possa profilarsi anche qualche responsabilità da parte dei medici che tenevano in cura il trentenne.