Omicidio Roversi, la donna aveva ”denunciato” atteggiamenti violenti del figlio alcuni giorni prima di essere uccisa

L'avvocato Paolo Pirani: ''Stiamo indagando per cercare di capire se questa morte si sarebbe potuta evitare''

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”Mio figlio è diventato molto più aggressivo. In più occasioni ha tentato di aggredirmi”. E’ quanto avrebbe ”denunciato” Cristiana Roversi, la donna di 55 anni uccisa dal figlio Valerio Marras la sera del 27 giugno scorso. Dichiarazioni che la vittima avrebbe fatto in più occasioni alle forze dell’ordine dall’inizio del mese di giugno. A queste dichiarazioni però, a quanto pare, non sarebbe poi seguita una denuncia ufficiale. Sta di fatto però che l’avvocato Paolo Pirani, legale della famiglia della donna, ha deciso di avviare delle indagini difensive. ”Stiamo indagando per cercare di capire se questa morte si sarebbe potuta evitare”. Ha detto l’avvocato. Intanto ieri è stata anche conferita la consulenza psichiatrica al professor Stefano Ferruca, a cui si era sempre detto favorevole anche il legale difensore, l’avvocato Tiziano Iervolino. Il professionista eseguirà una perizia per capire lo stato psichico del trentenne al momento dell’omicidio. Il consulente dovrà anche valutare la compatibilità del regime carcerario a cui è ancora sottoposto Valerio Marras.