“Ma quale utile? Il bilancio di Csp è in profondo rosso”

"La società perde circa 1.200.000 euro all’anno", lo afferma l'ex presidente della partecipata Antonio Carbone, candidato al consiglio comunale con Poletti

Riceviamo e pubblichiamo. Al di fuori delle polemiche, degli allarmismi e delle illazioni, per chiosare l’attivissimo comunicatore e Presidente di CIVITAVECCHIA SERVIZI PUBBLICI S.r.l., impegnato in prima persona in campagna elettorale sia sulla stampa che sui social, dovrei dire di essere particolarmente contento, dei risultati ottenuti da CSP in alcuni ambiti specifici (Farmacie, Linea speciale del TPL, incrementi dei profitti derivanti dalla differenziata, supporto tecnologico e quant’altro) perché sono fermamente convinto che la società sia una risorsa di questa città che deve essere conservata e sviluppata.

Da ex Presidente della società e da candidato per il Consiglio comunale, in discontinuità con la precedente Amministrazione, non posso non evidenziare, però, come si tenti di fornire ai cittadini una visione incompleta e distorta di quella che è invece la reale situazione.

Tale condotta, già difficilmente tollerabile se proveniente da un uomo politico, di certo non può essere perdonata ad un Amministratore pubblico che dovrebbe mantenere imparzialità, trasparenza, oltre ad oggettività tecnica.

Non si possono ingannare i cittadini e le imprese che, in questo momento pagano una TARI molto più alta rispetto ai Comuni del circondario. I numeri che emergono dai bilanci della società, ivi compreso l’ultimo bilancio al 31.12.2023 recentemente reso pubblico, sconfessano quanto proclamato dal Presidente comunicatore.

La realtà positiva è che i ricavi sono cresciuti come previsto dal Piano di risanamento adottato nel 2020 ed i nuovi servizi sono entrati a pieno regime. In particolare il servizio Farmacie è sensibilmente migliorato perché oggettivamente gestito bene.

Anche la linea speciale del TPL, anch’essa progettata nel 2020, è diventata elemento trainante soprattutto grazie alla piena ripartenza del traffico crocieristico apportando da sola un incremento di oltre 1,8 milioni di Euro.

La realtà negativa, nascosta dal Presidente, è che è stato abbandonato quel rigore gestionale, intrapreso con enorme fatica e sacrificio di tutti nel 2020, che avrebbe garantito l’equilibrio economico finanziario della società, equilibrio che ad oggi non c’è.

I costi della produzione, ridotti nel 2020 a circa 20.800.000 Euro sono risaliti ogni anno progressivamente, sino agli attuali circa 24.800.000 Euro.

La dura verità è che ancora oggi, sono i numeri a dirlo, CSP non è una società in equilibrio economico finanziario nella sua gestione ordinaria, ma è una società che continua a perdere 1.200.000,00 Euro circa all’anno.

Limitando l’evidenza alle macrovoci di bilancio, ecco quanto si evince nelle pieghe delle Note integrative ai bilanci resi pubblici:
– nel 2021 la sociètà ha ottenuto un risultato positivo per 17.823 Euro, ricevendo, tra i ricavi, un
contributo straordinario dal Comune di 711.000 Euro ed un contributo Covid per 640.000,00 Euro;
– nel 2022 la sociètà ha ottenuto un risultato positivo per 97.684 Euro avvalendosi, tra i ricavi, di
Sopravvenienze attive straordinarie per oltre 892.000 Euro ed altri contributi per oltre 200.000
Euro;
– nel 2023 la società ha ottenuto un risultato positivo per 17.554 Euro avvalendosi, tra i ricavi, di Sopravvenienze attive straordinarie per 1.190.000 ( di minor debito !) oltre ad altri contributi
straordinari per oltre 165.000 Euro.

I freddi numeri ci dicono in maniera chiara, incontestabile, inequivocabile come la gestione ordinaria di CSP perda, giova ripeterlo, circa 1.200.000,00 Euro all’anno, nonostante il piano di risanamento del 2020.

Portare i bilanci in pareggio ogni anno avvalendosi di Contributi straordinari o sopravvenienze straordinarie, sempre che siano effettivamente sussistenti, certamente non è la soluzione definitiva.

La verità è che CSP, ancora oggi, ha bisogno di essere ristrutturata con la riorganizzazione e la razionalizzazione del lavoro ed il contenimento dei costi. Abusare del ricorso al lavoro interinale genera extracosti, precarietà ed un potenziale rischio di sudditanza a logiche deplorevoli e clientelari.

Se, all’esito di una efficiente ristrutturazione, la società avesse veramente necessità di nuova forza lavoro, allora bisognerà indire concorsi pubblici per selezionare il personale da assumere interrompendo il ricorso al lavoro temporaneo.

Occorre rimodulare il porta a porta ed introdurre sistemi di raccolta più efficienti e più economici, anche utili all’effettiva applicazione e introduzione della tariffa puntuale. Occorrono nuovi mercati, nuovo lavoro e nuovi servizi.

La gestione del verde pubblico cittadino può e deve rientrare tra le competenze di CSP. Sarà possibile ridurre la TARI ristrutturando CSP, riducendone i costi, rendendola più efficiente attraverso un programma di risanamento e di riorganizzazione complessiva del servizio e delle modalità di raccolta.

Non si può non considerare quanto meno scandaloso l’incremento esponenziale del ricorso al lavoro interinale per le annate 2022 e 2023, anno che precede le elezioni amministrative, per oltre 960.000 euro circa nel 2022 ed ulteriori 600.000 euro circa nel 2023 arrivando cosi ad un extracosto di oltre 2.100.000 euro circa all’anno.

Sono convinto che con Poletti Sindaco CSP potrà essere ristrutturata e valorizzata e Civitavecchia potrà giovarsene in modo virtuoso. Il solo modo con il quale si potrà garantire la continuità della società e la conservazione dei posti di lavoro. Antonio Carbone, candidato al consiglio comunale con la Lista Uniti Per Civitavecchia per Poletti Sindaco.