“L’ok alla Via per l’eolico offshore risultato figlio delle lotte per la conversione energetica del territorio”

Rifondazione comunista: "La Commissione Tecnica Via del Ministero dell'Ambiente ha dato finalmente parere favorevole all'istallazione a 10 miglia dalla costa di 28 pale eoliche per una potenza totale di 504 MW"

Riceviamo e pubblichiamo. Ci fa senz’altro piacere la notizia che il progetto dell’eolico offshore a largo di Civitavecchia abbia superato la VIA, valutazione di impatto ambientale. La Commissione Tecnica Via del Ministero dell’Ambiente ha dato finalmente parere favorevole all’istallazione a 10 miglia dalla costa di 28 pale eoliche per una potenza totale di 504 MW. Riteniamo questo importante risultato figlio delle lotte per la conversione energetica del territorio che vede impegnato un forte movimento a favore di progetti per le energie rinnovabili, per una transizione che garantisca giustizia climatica e sociale coll’uscita dal fossile e la chiusura definitiva della centrale a carbone TVN.

E’ il risultato di un impegno comune di tante forze, sindacati, associazioni, comitati, tecnici ed esperti, per cui ricordiamo in particolare l’impegno costante di Mario Agostinelli, a cui siamo grati, con la sua Associazione ” Laudato Sì” e il ruolo svolto dall’allora Assessora all’ambiente della Regione Lazio, Roberta Lombardi, che elaborò le tappe di un percorso per la transizione in cui c’è il parco eolico offshore e c’è il Distretto delle Rinnovabili, idea ancora attuale e necessaria per il futuro del nostro territorio. Tuttavia, al di là della soddisfazione per questo risultato iniziale, sappiamo che la strada da percorrere è ancora piena di ostacoli per quanto riguarda il passaggio alla fase successiva di realizzazione del progetto. Ricordiamo come con il Decreto Energia Civitavecchia venne tagliata fuori dai finanziamenti governativi destinati ai poli cantieristici per la produzione e l’assemblaggio di piattaforme eoliche offshore ed è notizia di questi giorni che il Governo taglia i fondi anche ai porti di Augusta e Taranto già finanziati. Pensiamo inoltre alle incognite ancora non risolte sul ruolo che viene assegnato al territorio nell’ambito del progetto. Territorio che è affamato di ambiente sano e di lavoro pulito, soprattutto dopo che a Enel si permette di chiudere TVN senza ottenere la garanzia di prospettive industriali e occupazionali.

Perciò l’installazione delle pale eoliche senza che si crei un hub portuale di produzione, istallazione, manutenzione del parco eolico sarebbe l’ennesima servitù ambientale, con ulteriore occupazione di territorio senza significativi benefici sociali. Riteniamo importante coinvolgere la flotta peschereccia locale direttamente interessata al posizionamento delle piattaforme galleggianti che andranno sicuramente ad interferire con la zona di pesca, che il Presidente AdSP Latrofa, a differenza di chi lo ha preceduto, si faccia carico di trovare aree idonee a servizio del parco eolico, e che Enel venga coinvolta per mettere a disposizione aree della centrale per eventuali necessità dell’impianto offshore.

Siamo dunque solo all’inizio del percorso di transizione che necessita di essere sostenuto con la partecipazione e il coinvolgimento di tutta la popolazione. La crisi si sta aggravando ogni giorno di più, dal 1 gennaio i lavoratori della Minosse saranno senza lavoro e questo è inaccettabile per un territorio che ha dato tanto per la sicurezza energetica del Paese. Il costo della crisi e del cambiamento non può essere pagato da chi ha garantito finora produzione e sviluppo: si applichi la clausola sociale a favore di questi lavoratori già prevista da accordi precedenti con l’Autorità Portuale.

I tavoli, le parole e le promesse non bastano più e, per capirci, non potrà essere il progetto della Chemical che brucerà i rifiuti plastici per produrre idrogeno grigio a ridare dignità e lavoro a questa città. L’Amministrazione Comunale si metta alla testa di un movimento cittadino e comprensoriale, con le forze politiche e sindacali, si coinvolgano le associazioni cittadine e si dia vita ad una nuova vertenza che comprenda la realizzazione dell’offshore eolico, del suo hub di produzione e del Distretto delle rinnovabili.

Rifondazione comunista, Civitavecchia popolare