L’evaso di Trapani cercato anche a Civitavecchia

C'era il sospetto che si fosse imbarcato sulla nave partita da Palermo per Civitavecchia

C’era il sospetto che Luca Leke, il trentaduenne albanese evaso dal carcere di Trapani, potesse sbarcare a Civitavecchia. Questo il motivo per cui ieri pomeriggio, intorno alle 17,30, un nutrito schieramento di polizia di frontiera e della polizia penitenziaria si era piazzato al porto, in attesa dell’arrivo della nave proveniente da Palermo. Era infatti circolata la voce che l’albanese, dopo l’evasione, fosse riuscito a raggiungere il porto di Palermo e si fosse appunto imbarcato sulla nave in partenza per Civitavecchia. Ma all’arrivo nello scalo locale del traghetto di lui non c’era nessuna traccia. Tra l’altro, lo stesso Lucas Leke era stato protagonista di un’altra evasione avvenuta proprio al carcere di Aurelia. Due anni fa infatti, riuscì a scappare dal peniteziario locale con lo stesso sistema utilizzato anche a Trapani, ossia scavalcando il muro di cinta durante l’ora d’aria. In quel caso però, nel saltare dal muro, si procurò una frattura al tallone, e venne rintracciato qualche ora dopo da un poliziotto fuori servizio mentre tentava di nascondersi in un terreno vicino allo stesso carcere di Aurelia.