Lega a pezzi, la versione di Giammusso: “Mi hanno chiesto di dimettermi. C’è a chi interessa solo la poltrona”

Durissimo attacco del capogruppo appena sfiduciato. C'è l'ha con Zappacosta e il "modus operandi" della Lega: "Meglio la sfiducia alle dimissioni. Si deve sapere che sono contrario a questo tipo di politica. Chi ha garantito una operazione del genere se ne dovrà assumere la responsabilità. Sono convinto che il coordinamento provinciale e regionale abbiano il diritto di conoscere la verità e tirare le conclusioni del caso. Altrimenti sarò io a farlo"

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La sfiducia da capogruppo del leghista Antonio Giammusso mette in agitazione la maggioranza di centrodestra. Il diretto interessato interviene per dire la sua, criticando aspramente il coordinamento locale, ovvero sia Enrico Zappacosta, il quale nei giorni scorsi gli avrebbe chiesto di dimettersi. Giammusso attacca duramente i vertici locali ma per ora resta in Lega, sperando in un cambiamento della gestione. “Mi era stato chiesto di dimettermi, nell’interesse del gruppo consiliare, da capogruppo. Richiesta questa che è giunta dal coordinamento locale ma della quale non ho compreso le ragioni, avendo in queste settimane operato sempre per il bene della città e del partito che rappresento in Consiglio Comunale. Alla prima candidatura, sono risultato il primo degli eletti del partito e mi sono da subito messo a disposizione per dare una svolta importante alla vita della città. Mi è stato chiesto di essere il capogruppo ed ho accettato. Se, localmente, il partito ritiene però che alzare la posta possa servire per ottenere qualcosa, allora non posso non dissociarmi da tali comportamenti. Ed è per questo che ho preferito la sfiducia alle dimissioni!! Si deve sapere che sono contrario a questo tipo di politica a costo anche di non essere più il capogruppo in consiglio comunale del partito che a livello nazionale rispecchia perfettamente i miei ideali. Inevitabilmente ciò che si percepisce è un contesto nel quale gli interessi personali finiscono davanti a quelli della città. Chi ha garantito una operazione del genere se ne dovrà assumere la responsabilità, per quanto mi riguarda devo prendere le distanze da questo modus operandi disertando le riunioni cittadine del partito e pensando invece esclusivamente a lavorare per i cittadini e per l’Amministrazione. Dove si avverte solo l’interesse per le poltrone eviterò di andare. E sono convinto che il coordinamento provinciale e regionale abbiano il diritto di conoscere la verità e tirare le conclusioni del caso. Altrimenti sarò io a farlo”.