Lavoratori esterni e “polivalenti”, come cambierà il lavoro degli operai a Torre Nord

Dopo i trasferimenti delle 58 unità eccedenti, Enel ha già previsto un nuovo assetto del personale, che stravolgerà completamente gli attuali profili professionali

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Cambia il lavoro a Torre Valdaliga Nord. Pool operation, pool di maintenance, multiskilling. Il breve futuro che ha ancora davanti la centrale di Tvn, almeno nella sua attuale configurazione a carbone, passa attraverso nuovi prestiti linguistici. E il nuovo lessico che si rintraccia nel documento aziendale del 9 luglio scorso, come per ogni fatto di lingua, sottende aspetti ben più sostanziali. Pooling e multiskilling, infatti, rimandano ai nuovi assetti organizzativi del personale, una volta che saranno completati i tagli delle eccedenze — 58 entro il 2020 — per i quali sono iniziati da qualche settimana i colloqui. Come già anticipato (https://www.bignotizie.it/torre-nord-al-via-i-colloqui-per-i-trasferimenti-35-nel-2019-e-23-nel-2020/), dal momento che la centrale resterà operativa potenzialmente a pieno regime almeno fino al 2023 — quando dovrebbero iniziare i lavori di trasformazione a gas — gli operai trasferiti saranno rimpiazzati in due modi. Il primo consiste nella costituzione di pool operativi, che “in funzione delle esigenze operative” appunto “potranno agire su diversi impianti”, attraverso una modalità di lavoro flessibile. In sostanza saranno organizzati gruppi di lavoratori (sempre di Enel) anche esterni alla centrale e che, laddove si dovesse presentare l’esigenza di utilizzare determinate competenze e professionalità, saranno chiamati a intervenire ma che non saranno fermi in un singolo sito produttivo, manterranno cioè “l’attuale sede di lavoro” ma potranno svolgere “l’attività sull’intero perimetro di filiera”. In particolare il pool di operation sarà individuato di volta in volta, fornirà “un supporto aggiuntivo all’esercizio dell’impianto, sia nella gestione operativa dei turni sia nella gestione delle fermate”, e i componenti resteranno allocati nell’impianto di riferimento. Il pool di maintenance, invece, sarà destinato a “fornire un supporto aggiuntivo alla manutenzione di impianto, sia in caso di attività programmabili sia in particolari specifiche condizioni, le risorse saranno pre-identificate sulla base delle competenze professionali richieste e saranno allocate nell’unità di filiera”, vale a dire nell’ambito dell’intera filiera degli impianti a carbone (Spezia, Fusina, Torre Valdaliga Nord, Sulcis, Brindisi). Il secondo elemento di innovazione nell’organizzazione del personale riguarda il cosiddetto multiskilling: gli operai non saranno più specializzati nello svolgimento di una mansione specifica ma saranno formati per svolgere una serie di mansioni diverse. Nella filiera degli impianti a carbone “sarà prioritariamente applicata l’intercambiabilità orizzontale tra i gruppi e tra le varie aree di conduzione di impianto”, secondo il principio della “polivalenza”, prevedendo percorsi di formazione e fasi di affiancamento/ addestramento con il personale già qualificato nelle varie mansioni. Una vera e propria rivoluzione, che stravolgerà le caratteristiche degli attuali profili professionali, con ricadute tutte da verificare sia sulla qualità del lavoro che gli operai saranno chiamati a svolgere, sia sulla gestione della sicurezza degli impianti.