“La rottamazione di un italiano perbene” al Traiano, Buccirosso fra risate e sorrisi amari

Una commedia che genera sorrisi in sala, ma che scatta anche una fotografia nitida sull’esasperazione a cui la crisi economica costringe alcuni lavoratori

“Rottamare o non rottamare, questo è il problema”. E’ una delle battute simbolo di uno spettacolo che ha lasciato il segno al Teatro Traiano, per la stagione nata dalla collaborazione tra il Comune di Civitavecchia e ATCL Circuito multidisciplinare del Lazio, sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio. Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un italiano perbene” evidenzia i vizi e le virtù del nostro Paese, mettendo in scena il dramma di un povero ristoratore vessato dalle tasse di Equitalia, con una napoletanità verace dei personaggi che si susseguono come protagonisti sul palco (Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Peppe Miale, Gino Monteleone, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito, gli attori). La moglie, i figli, i cognati. Lo spettacolo è diviso in due atti e si dipana fra sogno, incubo e realtà. I personaggi sono tutti affiatati e la regia intensa, frizzante, funzionale a dare il ritmo giusto all’opera. Uno spettacolo corale e molto contemporaneo. Carlo Buccirosso è abile a dirigere una commedia divertente giocando sulla costruzione di ruoli in conflitto tra loro, riprendendo la tradizione della commedia napoletana. Particolarmente brillante l’attrice che interpreta la moglie, Donatella De Felice, che fa vedere al pubblico anche le sue splendide doti canore. Una commedia che genera sorrisi in sala, ma che scatta anche una fotografia nitida sull’esasperazione a cui la crisi economica costringe alcuni lavoratori.

La trama. Alberto Pisapìa, ristoratore di professione, gestisce un ristorante di periferia ormai sull’orlo del fallimento! Sposato con Valeria Vitiello, donna sanguigna dal carattere combattivo, è padre di due figli, Viola e Matteo, la prima anarchica e irascibile, l’altro riflessivo e pacato. Alberto vive ormai, da quasi quattro anni, una situazione di grande disagio psichico che negli ultimi tempi ha assunto la conformazione di un vero e proprio esaurimento nervoso! Difatti, un po’ a causa della crisi economica del paese e della propria attività di ristorazione di riflesso, e anche a seguito di una serie di investimenti avventati consigliati dal fratello Ernesto, suo avvocato e socio in affari, Alberto si è ritrovato a dover combattere una personale disperata battaglia contro gli attacchi spietati dell’Equitalia che, con inesorabile precisione lo colpisce quasi quotidianamente nella quiete della propria abitazione, ormai ipotecata da tempo, con cartelle esattoriali di tutti i tipi, di tutti generi, di svariate forme e consistenza!… E ben poco sembra poter fare l’amore quotidiano di sua moglie Valeria e dei suoi due figli, tesi a recuperare la lucidità di Alberto attraverso l’illusoria rappresentazione di una realtà ben diversa da quella che logora ormai da tempo la serenità dell’intera famiglia Pisapia!… E un altro grosso problema contribuirà a peggiorare ancor di più la malattia di Alberto, un cancro indistruttibile che neppure la medicina più all’avanguardia sarebbe stata in grado di debellare: la malvagità di sua suocera Clementina, spietato ed integerrimo funzionario della agenzia delle Entrate! Soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare l’anima di Alberto, posseduto irrimediabilmente da orribili pensieri di morte… farla finita con la propria vita, o con quella di sua suocera?!? Un incubo dal quale potersi liberare solo grazie all’amore della famiglia, che si prodigherà per salvare la vita di un onesto contribuente di questa Iniquitalia!