Si è conclusa ieri la seconda edizione del premio letterario di Allumiere “Femminile, plurale”. Al Palazzo Camerale un evento di alto livello che ha saputo intrattenere in maniera eccelsa una sala gremita. Tre libri inediti di storie scritte da donne, che parlano di donne. Grande orgoglio da parte dell’amministrazione per questo secondo appuntamento che prende sempre più una forma definita con un’altissima partecipazione di scrittrici, lettori e estimatori. Una serata che non ha mai perso il ritmo e che ha saputo, tra un racconto ed un brano della Fe.Ma.Le Trio, accompagnare gli spettatori tra le pagine della letteratura. “Un premio, volto alla promozione della lettura e al tempo stesso una riflessione sul tema della cultura di genere” come dichiara l’ideatrice del concorso Brunella Franceschini, assessore alla Cultura e Pari Opportunità di Allumiere.

La serata. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Allumiere Antonio Pasquini e dell’assessore Franceschini, un minuto di raccoglimento per la scomparsa di Diva Compagnucci. Ad aprire la kermesse la madrina della serata Nada Malanima, cantautrice, attrice e scrittrice il cui sguardo autentico ha attraversato più di quarantanni della storia culturale del nostro paese. Nada, insieme a Gino Saladini, eccelso presentatore della serata, ha scoperto la parte che forse in pochi conoscono. Quella legata alla scrittura, ai sentimenti più profondi che l’hanno accompagnata nella creazione dei suoi libri che con la sua semplicità disarmante ha saputo presentare al pubblico. Ha poi regalato un live di un suo pezzo del 2014, “Senza un perché”. Subito dopo si è entrati nel vivo dell’evento con le autrici che hanno saputo emozionare il pubblico rispondendo alle introspettive domande di un brillante Saladini. Non un mero riassunto delle opere presentate, ma un racconto che partendo dalla vita privata delle autrici si addentrava poi tra gli aneddoti sulla realizzazione e la stesura dei libri. Tracciati di esperienze ed emozioni. Interviste toccanti che hanno parlato di mondi ancora sconosciuti o ben poco esplorati. Terza classificata “La famiglia F.” di Anna Foa, professoressa universitaria della Sapienza tra i massimi esperti italiani di storia ebraica, studiosa e saggista autrice di numerosi volumi di successo. Un testo che racconta la famiglia della scrittrice ma pieno di storia, essendo loro la storia, di episodi, memorie e confessioni. Al secondo posto il libro “I limoni non possono entrare” scritto a quattro mani da Alessandra Caciolo e Stefania Zanda. Tredici storie di donne del carcere di Rebibbia, con i loro dolori, le loro mancanze, il loro sensi di colpa, paure, amori e desideri. A vincere la seconda edizione di “Femminile, plurale” “La madre di Eva” di Silvia Ferreri, editorialista del Corriere della Sera e autrice di programmi Rai. Ferreri ha avuto la capacità di trattare un tema difficile, complesso. Il cambio di sesso. Sconosciuto per il grande pubblico, soprattutto se parliamo delle dinamiche relazionali che ruotano attorno al rapporto tra madre e figlia in un momento di vita doloroso, sofferto. Ma voluto ed in fondo desiderato. Liberatorio. Una tematica inedita raccontata in maniera incalzante che incuriosisce e tocca corde che fanno emozionare, riflettere e commuovere. A premiare l’autrice il sindaco Pasquini, l’assessore Franceschini e la Presidente della Fondazione Carciv Gabriella Sarracco.

Nada Malanima
Anna Foa
Alessandra Caciolo e Stefania Zanda