La desertificazione del commercio

Che il commercio cittadino affronti una delle fasi più critiche della sua storia è un fatto assodato. Lo confermano anche i dati recentemente illustrati da Confcommercio Litorale Nord che segnala un rapporto decisamente in negativo tra chi apre e chi abbassa definitivamente la saracinesca dei locali. L’ultimo caso riguarda la nota gioielleria “Di Giovanni” in Corso Marconi. Proprio una delle vie più frequentate dalla movida e dai turisti che sbarcano con le navette su Largo della Pace. L’attività commerciale ubicata a due passi dalla Cattedrale chiude i battenti dopo una quarantina d’anni. Ma la stessa sorte era toccata ad altri negozi storici di Civitavecchia su via Traiana e al Ghetto, e la prospettiva sembra essere quella di altre chiusure imminenti. Realtà che, soprattutto in centro vengono sostituite dagli oramai dominanti minimarket a gestione straniera. Un numero in grande crescita. Non aiuta la penuria oramai cronica di parcheggi, una delle lamentele più frequenti dei pochi commercianti rimasti, e il “pugno duro” della Polizia locale in tema di multe e sanzioni.