Inchiesta Porto storico, tutte le carte del PM. Perquisizione fiume in Adsp

Tutte le motivazioni del PM Gentile nell'inchiesta che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati i vertici dell'ente marittimo

“Mediante promesse, collusioni e altri mezzi fraudolenti, al fine di condizionarne gli esiti, turbavano il procedimento amministrativo per la determinazione delle modalità di scelta del concorrente (…) promosso dalla stessa AdSP (…) a seguito di richiesta di concessione della Porto Storico di Civitavecchia s.r.l. per la realizzazione e gestione di un approdo turistico nel Porto di Civitavecchia (…), di ammissione alle fasi successive della Roma Marina Yachting s.r.l. e di invito di quest’ultima alla presentazione dei progetto definitivo”. Testo scritto dal pm Alessandro Gentile nel decreto di perquisizione legato all’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati i vertici dell’Autorità portuale di Civitavecchia, il Presidente Francesco Maria Di Majo, la segretaria generale Roberta Macii, ma anche Guido e Edgardo Azzopardi, legale rappresentante di Roma Marina Yachting s.r.l., Port Mobility s.p.a. e Rogedil Servizi s.r.l. e procuratore speciale di Port Mobility s.p.a.. è stato. Inchiesta legata alla concessione della Porto Storico di Civitavecchia s.r.l. per la realizzazione e gestione di un approdo turistico. L’accusa nei loro confronti è di turbativa d’asta. Le perquisizioni sono durate fino a tarda sera e sono scattate “in seguito di un esposto in merito alla procedura di evidenza pubblica per la concessione di beni appartenenti al pubblico demanio marittimo, situati nell’ambito della circoscrizione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ai fini della realizzazione e gestione di un approdo turistico all’interno del Porto di Civitavecchia”. “Rilevato che, allo stato, vi sono fondati elementi di responsabilità a carico di chi è indagato – si legge nel decreto di perquisizione firmato dal pm Gentile – è utile ai fini dell’indagine procedere con la massima urgenza alla perquisizione personale, dell’abitazione con le relative pertinenze, nonché delle vetture in uso a chi è indagato”. Il Presidente Di Majo avrebbe “rimesso al collegio ogni valutazione sul conflitto di interessi esistente rispetto alla domanda concorrente presentata da Roma Marina Yachting s.r.l. pronunciandosi nel senso che tutte le proposte progettuali presentassero carenze rispetto ‘alla prospettazione dell’impatto turistico ed economiche, per la tutela del paesaggio e dell’ambiente’, così determinando il rinvio dei lavori a data da destinarsi”. “Con la proposta di richiedere agli enti partecipanti la formulazione di prescrizioni per l’adeguamento dei progetti presentati dai concorrenti, salvo poi (…) richiedere l’archiviazione dei procedimento, sostenendo che le prescrizioni in questione avrebbero potuto dar luogo a ‘modifiche sostanziali dei progetti, alterando le condizioni di partecipazione anche in danno di soggetti terzi’ e che per questo motivo non avrebbe partecipato alla conferenza indetta per il giorno 28.2.18, cosi determinandone il rinvio e provvedendo di lì a poco a risolvere il predetto conflitto di interessi mediante la stipula con Guido Azzopardi, in data 6.12.17, di un contratto di cessione alla Rogedil Sei-vizi s.r.I. delle quote della Pori Mobility s.p.a. detenute dall’AdSP”. E inoltre avrebbe prescritto ai concorrenti “di avanzare proposte solutive che non prevedessero oneri per l’AdSP, ricomprendendo nei progetti le aree della Darsena Traianea Sud e solo a partire dal 2021 anche quella della Darsena Traianea Nord, con espressa esclusione della Darsena Romana e dell’edificio dell’Amministrazione Marittima”. Guido e Edgardo Azzopardi avrebbero invece fatto “presentare alla Roma Marina Yachting, e la Mach valutato positivamente, con parere prot. 2119 del 14.2.19, un’integrazione progettuale che prevedeva in particolare l’offerta di realizzare a proprie spese le opere marittime di completamento della Darsena Servizi e la viabilità di collegamento, del valore complessivo di Euro 13.250.000,00 – si legge nel decreto di perquisizione – opere infrastrutturali in realtà riservate dall’art. 5 legge 85/94 alle competenze statali e solo in via residuale alle regioni, ai comuni e all’AdSP, nel caso di specie già affidate da quest’ultima alla Rogedil Servizi s.r.I. per la progettazione e la direzione dei lavori e finanziate con contributi a fondo perduto del Mit e della Comunità Europea per complessivi Euro 36.300.000,00. Di Majo e Roberta Macii, quest’ultima segretario generale dell’AdSP, avrebbero “sostenuto – si legge ancora nel decreto di perquisizione – che qualora la stessa AdSP fosse riuscita in termini più brevi a realizzare le opere marittime proposte dalla Roma Marina Yachting, la stessa si sarebbe dovuta impegnare a realizzare lavori pubblici di importo equivalente, possibilmente all’interno della stessa Darsena Servizi”.