Inchiesta Porto storico e dinamiche dello scalo, il Perello pensiero

"La giustizia farà il suo corso ma quanto tempo, anni, perderà questa città? Mentre qualcosa si muoveva ecco che tutto si blocca"

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“Della nostra Civitavecchia ho sempre cercato di esaltare e dare valore alla sua presenza sul mare. Nel corso dell’anno 2009 abbiamo così votato per la realizzazione della Marina cambiando radicalmente l’immagine del nostro litorale, che non brillava certamente per quell’immenso parcheggio che era stato fatto anni addietro. Così nacque la passeggiata che oggi tutti conoscono e ci invidiano. Il seguente anno abbiamo votato per l’abbattimento dei Sylos e il ritorno del Porto Storico alla città. Intanto nel corso degli anni si sono sviluppati e pensati tanti nuovi progetti volti allo sviluppo di questo nostro bellissimo porto. Sia per far vivere alla città una zona che per troppo tempo è stata reclusa e sia per renderlo ancor più fruibile turisticamente parlando. Tra queste idee c’era la realizzazione del Marina Yatching, progetto unico e fondamentale per la vita del porto storico e per la vocazione turistica e commerciale che la città dovrebbe avere come alternativa ad Enel. La società che si è aggiudicata il nuovo porto per i grandi yacth ha presentato il progetto esecutivo nell’ottobre 2019. Sembrava ormai cosa fatta, che il porto in qualche modo fosse ripartito aprendo a una miriade di opportunità future sul lato commerciale e turistico. Finalmente un porto aperto e donato alla città. Ma oggi la magistratura blocca tutto, (ma non tutti, strano eh?) e lo fa per un arco di tempo indefinito. Il punto è che ad essere bloccata non è solo la società in questione o il porto, ma è il futuro di Civitavecchia. La giustizia farà il suo corso ma quanto tempo, anni, perderà questa città? Mentre qualcosa si muoveva ecco che tutto si blocca. E nel frattempo l’idea di far qualcosa di buono per Civitavecchia continua a restare un’utopia. Il futuro ci riserva un porto spento, che non riesce ad essere rilanciato. O forse qualcuno non vuole che ciò accada? Un porto che dal punto di vista dei container non e mai cresciuto perchè sotto ricatto del colosso Msc che opera all’interno dello scalo locale tramite la società Rtc. A dimostrazione di ciò i numeri di questo commercio: su 11 milioni di teus che vengono movimentati in Italia Msc ne ha in carico 3 milioni e mezzo circa. Secondo l’accordo stipulato sul nostro territorio avrebbe dovuto movimentarne 150 mila ma in realtà i numeri ci dicono che si limiti a movimentarne 70 mila. Il dato più interessante è che quest’ultimo numero è fittizio poichè 30 mila sono o vuoti o in manutenzione. Vien da se che il numero dei reali container scende drasticamente a 40 mila. Perchè accade tutto questo? Perchè nessuno gli ha imposto dei veri investimenti concreti, loro che movimentano tutto nel porto di Tangeri nella zona denominata Tangeri Med, che vanta circa 38 mila occupati e che è a piena gestione Msc. Quello che non tutti sanno che il gruppo Msc controlla anche il gruppo RCT, ossia il Roma Cruise Terminal, poichè l’amministratore delegato dello stesso gruppo che altro non è anche un dirigente di Msc. La società RCT gestisce turisti per milioni di euro a fronte di una concessione di una banchina a 99 anni (una privatizzazione o un regalo?) in cambio di una società che fattura milioni di euro, gestisce il tutto con appalti subordinati a ditte esterne e offre circa 12 occupati. Di certo è chiaro che per i grandi Armatori di questi gruppi, lo stallo e la mancanza di scelte fondamentali in città porta a dei guadagni immensi in cambio di nulla lasciato sul territorio. Cosi usano talvolta il loro potere o qualche alleato politico per distruggere quell’azienda o un’altra, avvalendosi a volte di agenzie marittime, come quando la stessa Rct offre dei servizi Medov per creare problemi durante lo sbarco della compagnia Sovering dopo aver ormeggiato la nave al 13 nord e offrire un biglietto obbligatorio che entra nelle loro casse. Ma questo è solo un piccolo esempio. Ora, tornando a quanto successo sul Marina Yatching, chi esulta a causa di sole antipatie politiche o sfrutta la situazione per fare del semplice sciacallaggio e far valere tesi e opinioni, non lo sta facendo contro qualcuno in particolare, ma lo sta facendo contro Civitavecchia. Lo fa perchè non ha capito che gli interessi sono degli armatori che governano ormai da troppo tempo il nostro porto, pensando solo ai loro interessi e non curandosi della nostra città, vista solamente come una slot machine. Vogliono un porto senza merci e con croceristi gestiti da loro, ai quali possono vendere anche l’aria che respirano. L’importante è fare cassa. Tutte le imprese che operano e danno dell’occupazione a livello locale all’interno dello scalo devono capire che sono sotto attacco e la loro resistenza è la resistenza di Civitavecchia. Non cadiamo quindi nell’errore di partecipare a guerre che sono di altri. Pensiamo a Civitavecchia e sosteniamo l’occupazione locale e del nostro territorio. Altrimenti non solo resteremo la città delle occasioni perse, ma anche quella povera e ricattabile con il cappello in mano, che accetterà ricatti occupazionali, rifiuti, termovalorizzatori e chi più ne ha, più ne metta. L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”. Lo dichiara il consigliere comunale del Gruppo Misto Daniele Perello.