Inchiesta Porto, ci sono altri indagati e torna l’ipotesi del Commissariamento dell’Authority

Una gestione sempre in sofferenza, le tante vertenze, un bilancio che fa acqua in molte parti e adesso anche l'inchiesta sul Porto storico e la Pas

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Non sono certo giorni semplici quelli che sta vivendo l’Autorità di Sistema Portuale. Una gestione sempre in sofferenza, le tante vertenze, un bilancio che fa acqua in molte parti e adesso anche l’inchiesta sul Porto storico che si allarga e punta anche su altre direzioni. Dopo il decreto di perquisizione legato che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati i vertici dell’Autorità portuale di Civitavecchia, il Presidente Francesco Maria Di Majo, la segretaria generale Roberta Macii, ma anche Guido e Edgardo Azzopardi, legale rappresentante di Roma Marina Yachting s.r.l., Port Mobility s.p.a. e Rogedil Servizi s.r.l. e procuratore speciale di Port Mobility s.p.a, ora se ne sono aggiunti altri tre su un’altra inchiesta, quella della Pas, la Port Authority Security, la società che si occupa della sicurezza nello scalo. Gli indagati sarebbero tre, l’ex dirigente della PAS,il  direttore tecnico responsabile generale dell’organo di supporto e l’ex amministratore unico della Pas. Fra i reati ipotizzati quelli di falso ideologico e peculato. Indagine che ruota attorno ad una serie di fatture emesse dalla Pas all’Authority, che sarebbero caratterizzate da importi più grandi per servizi mai eseguiti. Le annualità su cui è puntata l’indagine sono quelle del 2016 e 2017. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli, le indagini sono state effettuate dalla Polizia di frontiera. E in un ciclone di questo tipo che sta avvelenando il clima all’interno dello scalo si torna a parlare di commissariamento dell’ente marittimo. Una prospettiva che era stata già paventata mesi fa, durante l’ispezione del Mit.

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