In arrivo coprifuoco alle 18, i ristoratori: “Sarebbe la fine”. E la movida è già spenta

I commercianti non sanno più a che santo votarsi. La movida è un deserto nei vari territori

“A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”. E’ quanto emerge in queste ore in relazione al nuovo Dpcm che verrà firmato dal premier Giuseppe Conte con ulteriori limitazioni per frenare la crescita dei contagi covid. Misure che però sono in buona parte contestate dalle Regioni. E intanto i commercianti non sanno più a che santo votarsi. La movida è già un deserto nei territori. Il coprifuoco infatti è nella testa della gente, letteralmente terrorizzata dai bollettini sanitari. “Il vento per noi è cambiato già da diversi giorni, cioè da quando il timore di essere infettati è tornato ad essere concreto e il tam tam mediatico è diventato incessante. Si fa anche tanto allarmismo, e questo ci penalizza molto. Lo Stato in estate ha dato il bonus vacanza, anche per andare all’estero. Oggi dice che dobbiamo stare tutti dentro casa. Credo che i governatori debbano assumersi le responsabilità”, dichiara Agnese, titolare di “Sora Maria”, un ristorante che si affaccia sul Porto di Civitavecchia. “Un’ulteriore stretta sarebbe la fine – commenta Claudio, titolare del ristorante in via Carlo Calisse “Pane, amore e fantasia»” – siamo a -60% del fatturato. Andando avanti di questo passo saltiamo per aria. Chiediamo solo di poter lavorare”.