Impiantistica sportiva, Pergolesi e Riga: “Il Comune ha scaricato gli oneri sulle società”

"L’attuale regolamento comunale sugli impianti sportivi, inoltre, è figlio della logica imprenditoriale applicata alla pubblica amministrazione. Per noi totalmente sbagliata"

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“Lo sport è fonte di benessere e di salute. In una città come Civitavecchia, povera di punti di aggregazione, è anche una necessità sociale”. Comincia così una nota stampa a firma di Marina Pergolesi e Andrea Riga, due esponenti del Partito democratico. “Abbiamo, sul territorio, circa 50 strutture, tra comunali e scolastiche, la cui rassegna somiglia ad un bollettino di guerra. Tutti gli impianti hanno in comune problemi strutturali o di manutenzione troppo onerosi per essere a carico delle società sportive. Alcune di essi sono chiusi perché inagibili o la loro capienza, sulla carta notevole, è drasticamente ridimensionata da problemi di sicurezza. È terribile che il movimento sportivo civitavecchiese, che vanta un’antica tradizione e fa registrare, oggi, tante eccellenze, debba limitarsi per la situazione di degrado ed incertezza in cui versano le strutture cittadine. L’attuale regolamento comunale sugli impianti sportivi, inoltre, è figlio della logica imprenditoriale applicata alla pubblica amministrazione. Per noi totalmente sbagliata. Esistono attività, economicamente poco remunerative, che hanno invece un grande impatto sociale. Lo sport, praticato a livello di base, ne è forse l’esempio massimo. Il regolamento spalma su più anni i contratti di concessione, condannando le società sportive a spese straordinarie di gestione degli impianti. In altri termini il comune, fattosi furbo, ha scaricato gli oneri sulle società sportive che non hanno le spalle abbastanza larghe per sostenere le spese. Il comune non concede più contributi contando sul fatto che le realtà sportive trovino “sul mercato”, quindi attraverso sponsorizzazioni, le risorse necessarie alla propria sopravvivenza e alle spese relative agli impianti sportivi. Eppure è evidente che le realtà sportive della città non sono società per azioni quotate in borsa, ma organizzazioni principalmente basate sulla passione e sul lavoro poco più che volontario di dirigenti, tecnici ed atleti. In questi cinque anni appena trascorsi le società sportive sono state abbandonate a loro stesse. Il regolamento comunale le penalizza, non esiste una cabina di regia, che dovrebbe competere al comune, per lo sport in città. Non esiste un piano di investimenti per la ristrutturazione dell’impiantistica. Inutile dire che non c’è neanche un progetto per costruirne di nuove. Quanto all’ascolto, da parte dell’attuale amministrazione, delle società sportive, si tratta di un dialogo tra sordi: chi fa sport espone i problemi, l’amministrazione si limita a tacere. Nel frattempo il movimento sportivo va avanti come può, con molto coraggio e tra mille difficoltà. Un po’ per volta esploreremo una per una tutte le singole realtà dello sport civitavecchiese, proponendo quelle soluzioni che l’attuale amministrazione comunale, per pigrizia, indolenza e disinteresse, non è riuscita neanche ad approcciare lontanamente”.